A Plum Village, il monastero fondato da Thich Nhat Hanh sporadicamente arriva il giorno pigro. Un giorno in cui tutti si prendono il tempo per fare le cose più lentamente. Questo tempo pigro è interessante perchè permette di far emergere con maggiore consapevolezza, ciò che abita il nostro panorama interno.
Sul tempo è necessario ricordarsi che:
- rallentare non significa perdere tempo ma trovarlo;
- iniziare una cosa nuova è possibile ad ogni età
- che anche le cose semplici richiedono tempo. A volte più di quelle difficili.
- che si è sempre in tempo a dire “mi dispiace”
- che sarebbe meglio che non ci fosse mai il tempo per ferire
Viviamo in una cultura totalmente stregata dall’illusione del tempo, in cui il cosiddetto momento presente è sentito come qualcosa di infinitesimale fra un passato potentemente condizionante e un futuro la cui importanza è assoluta. Non abbiamo un presente. La nostra coscienza è quasi totalmente occupata dal ricordo e dall’aspettativa. Non ci rendiamo conto che non c’è mai stata, non c è e non ci sarà mai altra esperienza che quella del presente.
Siamo perciò privi di contatto con la realtà. Confondiamo il mondo di cui si parla, che si descrive e si misura col mondo qual è in realtà. Siamo sotto l’incantesimo di quegli utili strumenti che sono i nomi, i numeri, i simboli, i segni, i concetti e le idee. Ecco dunque che la meditazione è l’arte di sospendere temporaneamente il pensiero verbale e simbolico, un po’ come un pubblico beneducato interrompe le conversazioni quando sta per iniziare un concerto. Alan Watts La via della liberazione
Pratica di mindfulness: I suoni del silenzio
© Nicoletta Cinotti 2026 Il protocollo MBSR online

Per questi caratteri la ferita nasce specificatamente nella relazione primaria:
In tutti e quattro queste tipologie caratteriali è impossibile andarsene al momento giusto. Le relazioni in sé possono essere di tanti tipi diversi. il problema non è la relazione difficile. il problema è non potersene andare perchè quella
Potremmo dire che tutto ciò che dall’esterno va all’interno è una forma di nutrimento, gli stimoli sensoriali che riceviamo, i nostri pensieri, quello che leggiamo, le attività che facciamo per lavoro o per divertimento, le nostre ansie, sono tutte cibo perchè alimentano la nostra vita.
Se siamo pieni di stimoli sensoriali non possiamo nutrirci del terzo tipo di nutrimento: un nutrimento che nasce dall’ascolto del silenzio e del vuoto. Questo nutrimento è la nostra motivazione, il nostro vero desiderio. Agiamo ma non abbiamo lo spazio e la quiete necessari per agire con intenzione. È questa mancanza di motivazione che ci fa vivere semplicemente rispondendo agli affanni del quotidiano, o che ci fa sembrare che gli ultimi 10 anni della nostra vita siano passati quasi senza accorgercene.
Quello che manca a molte persone per essere felici è proprio questo tipo di nutrimento che spinge ad andare al di là delle nostre motivazioni egoistiche. Non invita ad trascurarsi: invita ad allargare la cura, l’attenzione e l’amore anche agli altri. Faccio spesso l’esempio degli alberi di una foresta: apparentemente ognuno di loro ha una vita indipendente ma se li guardiamo dalla prospettiva delle radici le loro connessioni sono evidenti e strettissime. E anche radici lontane comunicano attraverso dei funghi che passano le informazioni di nutrimento da un albero all’altro. Anche noi siamo così. Anche se siamo apparentemente separati non è indifferente quello che accade alle persone che amiamo e nemmeno quello che accade ai nostri vicini: in modi che non riusciamo a prevedere tutto questo avrà una ricaduta sulla nostra vita.
