In genere le persone mi dicono che sono efficiente. Quando succede non posso che pensare a mia madre: è sempre stata la persona più efficiente che conoscevo e non esserlo era, per lei, un gravissimo difetto. Un difetto che ha combattuto perché non riguardasse i suoi figli e, potendo, i suoi nipoti e pronipoti. Non sempre c’è riuscita ma con me direi che ha lasciato il segno: sono piuttosto organizzata. Anzi spesso penso che non sono poi così intelligente ma ho sicuramente una buona funzione esecutiva (le funzioni esecutive sono abilità cognitiva che riguardano pianificazione, organizzazione, programmazione e sono parzialmente indipendenti dal quoziente intellettivo).
Insomma si può essere dei geni incasinati o dei normali molto efficienti e quindi sembrare più intelligenti. Con gli anni mia madre è andata perdendosi Lei stessa diceva “perdo i pezzi”. Un po’ di memoria, un po’ di movimento, un po’ di programmazione. Tutto questo perdere la faceva diventare molto più simpatica. E più libera. Trovava soluzioni originali e creative per recuperare quelle funzioni che non era più in grado di mantenere con i soliti mezzi. Rusciva a gustarsi molto di più la compagnia e il momento presente.
Il nostro amore passava anche attraverso l’efficienza e quando ho capito che la sua perdita di funzioni cognitive non era dovuta alla demenza senile ma alle metastasi ne sono stata, paradossalmente, sollevata. Mi sembrava che la demenza fosse un torto troppo grande alla sua efficienza!
Così quando stamattina mi sono accorta che mantenere la mia solita tabella di marcia avrebbe voluto dire stressarmi troppo, ho lasciato perdere. Anch’io ogni tanto perdo qualche pezzo e questo mi rende molto più simpatica, almeno a me stessa!
Quando presti più attenzione a quello che fai che al risultato futuro che vuoi raggiungere con esso, rompi il vecchio condizionamento dell’ego. Quindi sei non solo più efficace, ma infinitamente più felice e soddisfatto. Fai una cosa alla volta, così è come un maestro Zen definì l’essenza dello Zen. Fare una cosa alla volta significa essere totale in quello che fai, prestargli tutta la tua attenzione. Questa è azione resa, azione potente. Eckart Tolle
Pratica di mindfulness: La leggerezza del lasciar andare
© Nicoletta Cinotti 2026 Il programma di mindful self-compassion
