Ieri ho fatto una lunghissima escursione: il giro del Sasso lungo e del Sasso piatto per arrivare al Passo Sella. 5,30 ore tirate di camminata tra salite e discese, nei ghiaioni e sull’erba, passando dai rifugi. Impegnativa eppure in tanti momenti, mentre facevo davvero fatica o mentre acceleravo per approfittare delle parti piane, ci sono stati tante sensazioni di pura felicità. La felicità del corpo è profonda, intima e arriva inaspettata. È una sorta di gioia muscolare che ti fa sentire che vale la pena essere vivi, essere una formica dell’universo che cammina.
Ansie e preoccupazioni sono troppo pesanti per stare nello zaino. Nello zaino c’era solo la felicità leggera, quella che ti fa sorridere anche mentre stai attenta a non scivolare. Essere felici per niente e grati di poter fare quella fatica: non è questa la felicità che cerchiamo? È vero, non è separata dalla fatica ma quanta fatica inutile facciamo che non porta felicità? Quanta fatica facciamo a tenere attive le nostre contrazioni, il nostro risentimento, il rancore, il passato e la paura del futuro? Lasciamo solo la fatica che ci rende felici e non pretendiamo che la felicità sia senza fatica perché la fatica non fa male. il nostro umore si basa sugli aspetti corporei. I bambini si muovono tanto perché imparano così a regolare il loro umore! Farlo può renderci felici a qualsiasi età!
Se la paura è trovare difetti nel futuro, la rabbia e il dolore trovano ragioni nel passato. Genitori di sé stessi. Mindfulness e Reparenting
Pratica di mindfulness: La consapevolezza del corpo
C’è un reel su IG su questo tema
© Nicoletta Cinotti 2024 Scrivere storie di guarigione. Un seminario di Mindful writing

Per questi caratteri la ferita nasce specificatamente nella relazione primaria:
In tutti e quattro queste tipologie caratteriali è impossibile andarsene al momento giusto. Le relazioni in sé possono essere di tanti tipi diversi. il problema non è la relazione difficile. il problema è non potersene andare perchè quella 



