Se c’è un’emozione che spinge a cercare relazione e aiuto questa è l’ansia: la sua morsa fisica è così intensa, l’agitazione che l’accompagna così destabilizzante, che alla fine sono veramente poche le persone che non corrono ai ripari.
E, di solito, i ripari all’ansia sono di due tipi: l’evitamento o i farmaci. Nessuno dei due è risolutivo. L’evitamento ha, come retro-effetto di aumentare le aree evocative dell’ansia fino a portare ad uno stallo. I farmaci eliminano i sintomi ma non le cause.
La causa dell’ansia sono i desideri. Come, direte voi? Sì i desideri. Perché il desiderio è una sorta di allungamento dell’anima che spinge verso una direzione nuova e verso un rischio. E lì inizia il conflitto che genera l’ansia. Rischio o non rischio? Cambio o non cambio? Nell’incertezza mi viene un attacco d’ansia e mi aggrappo, letteralmente, a qualsiasi cosa per farmela passare. Ma il problema rimane perché non possiamo smettere di desiderare e il desiderio ci mette nel territorio dell’incertezza e della novità. In fondo la psicoterapia è proprio questo: un processo di espansione che permette di crescere senza essere continua preda di attacchi d’ansia. E questa espansione non avviene perché la psicoterapia ci trasforma in rocce contro il mare in tempesta ma perché ci aiuta a stare nei luoghi traballanti, nei sentimenti misti, nell’incertezza che è connaturata con la vita. Ci riabilita alla possibilità di desiderare, alla possibilità di perdere, alla possibilità di non sapere prima come andrà a finire. Questa riabilitazione apre la possibilità di amare. Non si può amare se si vuole solo avere certezze. Le certezze richiedono chiusure e l’amore richiede apertura. Le certezze richiedono rifiuto e l’amore chiama accettazione. È il desiderio che richiama l’amore e l’ansia è il sentimento dell’espansione dei confini ordinari.
Normalizzare i desideri significa non lasciare che sia la realizzazione del nostro desiderio la misura del nostro valore. È questo che crea ansia: l’idea che se il nostro desiderio non si realizzerà avremo una prova della nostra inadeguatezza. Non è così: non dipende tutto da noi. Non saremo noi ad eliminare l’incertezza dal mondo. E non possiamo trovare stabilità in qualcosa di esterno ma in qualcosa di interno.
“Se ci sentiamo minacciati il nostro desiderio si paralizza. Sarebbe rischioso, troppo rischioso, perdere tempo dietro alla realizzazione di un desiderio proprio mentre siamo esposti a una minaccia. Tutto bene quindi fino a che la minaccia è reale, concreta, tangibile.”— Genitori di sé stessi: Mindfulness e Reparenting (la pietra filosofale) by Nicoletta Cinotti
Pratica del giorno: I desideri
© Nicoletta Cinotti 2024 Reparenting ourselves

