Comincia da dove sei. È importante. La pratica di meditazione non è qualcosa che riguarda il dopo, quando avrai risolto tutto e sarai la persona che vorresti essere. Anche se fossi la persona più violenta del mondo, questo è il posto giusto da cui partire.
Potresti essere la persona più depressa del mondo, la più gelosa. Oppure potresti pensare che nessuno odia se stesso quanto te. Tutte queste diverse situazioni sono punti giusti da cui partire.
Tutto quello che c’è è un buon punto da cui partire. Proprio dove sei. Quello è il luogo da cui cominciare.
La vita è un buon maestro e un buon amico. Ciò che accade è in continuo cambiamento, solo che non ce ne rendiamo conto. E niente va proprio come vorremmo. Questo essere fuori fase, nello stato di transizione, è una situazione ideale nella quale non rimanere catturati e nella quale aprire il cuore e la mente oltre i nostri limiti. È una situazione tenera, non aggressiva, aperta a qualsiasi conclusione.
©Pema Chodron
https://www.nicolettacinotti.net/eventi/be-real-not-perfect-verso-unaccettazione-radicale/
Anche se tendiamo a negarlo l’idea del miglioramento è sottilmente ostile nei nostri confronti. Significa che c’è qualcosa che non va, qualcosa a cui subordiniamo la nostra possibilità di accettazione. Mi accetterò quando avrò superato quel problema, quel difetto, e dimostrerò così, a me stesso e agli altri, che valgo, che sono capace, che ho padronanza nei confronti della mia vita. Inoltre l’idea del miglioramento fa pensare a qualcosa di statico, già definito e concluso, che richiede solo un ritocco. Magari grande ma un ritocco.
I progetti di miglioramento hanno l’obiettivo di farci ri-entrare in un gruppo o in un target. E sono un buon modo per spiegare la differenza tra
