A volte siamo attraversati da una insoddisfazione che non comprendiamo. Rimane come una specie di rumore di sottofondo che non ci concede riposo. Cerchiamo soluzioni esterne ma ci offrono un sollievo momentaneo.
Eppure, molto spesso, questa insoddisfazione ha una radice semplice: è nella scissione tra ciò che vuole la nostra mente e ciò che vuole il nostro corpo ( e forse anche il nostro cuore)
Siamo anime divise perché andiamo, contemporaneamente in direzioni opposte. E, per non fare ingiustizie, a volte diamo ragione ad una parte e altre volte all’altra. Come se fossero bambini litigiosi che bisogna calmare. Questo però lascia sempre attivo il rombo dell’insoddisfazione perché, almeno metà di noi, è insoddisfatta.
Così, se vogliamo una pace duratura abbiamo bisogno di ridurre questa scissione tra mente e corpo e, nel frattempo, possiamo cercare di tenere presenti entrambe queste voci. Perché, se le ascoltiamo alternativamente, non facciamo che rinforzare la loro divisione.
Una soddisfazione genuina può essere trovata solo nel nostro cuore, dimora della pace e della bellezza. Là possiamo integrare il corpo, la mente e i sensi e stabilire così un equilibrio interiore, un’armonia. Un equilibrio interiore così raggiunto permane qualsiasi cosa facciamo. Tarthang Tulku
Pratica del giorno: Riprendere i sensi
© Nicoletta Cinotti 2024 Il protocollo MBSR online
Nella tradizione è alla fine dell’anno che dovremmo lasciar andare qualcosa. C’è chi lo brucia. C’è chi lo butta semplicemente (a Napoli può capitare di vedere anche qualcuno che lo butta dalla finestra: non fatelo!).
A volte abbiamo un senso espanso della nostra forza e della nostra fatica e dimentichiamo di vedere il contributo degli altri. Non siamo isole, anche se a volte ci sentiamo così. Forse potrebbe essere una buona idea, anziché spammare dei consueti auguri di fine anno, fare una lista delle persone che desideri ringraziare e ringraziarle. Difficile pensare che non ci sia qualcuno che dovresti o potresti ringraziare. Questo è davvero il miglior augurio che si possa ricevere. Sentire che quello che hai fatto, che quello che hai dato è stato riconosciuto. Ringraziare non è lodare, anche se a volte tendiamo a confonderli. Ringraziare ci restituisce parità e io sono un’appassionata di democrazia. Niente di più democratico del ringraziare.
A questo punto siamo pronti per
