Emozioni e pensieri si intrecciano continuamente. A volte siamo consapevoli solo dei nostri pensieri. A volte ci sembra che ci siano solo emozioni.
In realtà questo intreccio è continuo. Cambia solo la nostra consapevolezza di questo processo che ci muove nel mondo.
Un processo autoregolato, quando le cose funzionano bene. Riusciamo a mettere equilibrio tra il corpo, il cuore e la mente e ne siamo semplicemente consapevoli.
Quando le emozioni sono troppo intense, diventa più complesso autoregolarci. Possiamo essere trascinati o paralizzati da quello che proviamo.
Abbiamo bisogno di usare lo stesso strumento: la consapevolezza, solo in modo più preciso. La nostra consapevolezza richiede l’appoggio della concentrazione.
E insieme concentrazione e consapevolezza sviluppano saggezza e amore.
Ognuno di noi ha una naturale propensione che vi auguro di scoprire in modo che la saggezza sollevi la mente e le permetta di sperimentare l’amore. E che l’amore sollevi il cuore così che possa sperimentare saggezza. Gregory Kramer
Pratica del giorno: Lavorare con le emozioni
© Nicoletta Cinotti 2024 Mindfulness ed emozioni. Ritiro di bioenergetica e self-compassion
Nella tradizione è alla fine dell’anno che dovremmo lasciar andare qualcosa. C’è chi lo brucia. C’è chi lo butta semplicemente (a Napoli può capitare di vedere anche qualcuno che lo butta dalla finestra: non fatelo!).
A volte abbiamo un senso espanso della nostra forza e della nostra fatica e dimentichiamo di vedere il contributo degli altri. Non siamo isole, anche se a volte ci sentiamo così. Forse potrebbe essere una buona idea, anziché spammare dei consueti auguri di fine anno, fare una lista delle persone che desideri ringraziare e ringraziarle. Difficile pensare che non ci sia qualcuno che dovresti o potresti ringraziare. Questo è davvero il miglior augurio che si possa ricevere. Sentire che quello che hai fatto, che quello che hai dato è stato riconosciuto. Ringraziare non è lodare, anche se a volte tendiamo a confonderli. Ringraziare ci restituisce parità e io sono un’appassionata di democrazia. Niente di più democratico del ringraziare.
A questo punto siamo pronti per
Le relazioni sociali devono essere appropriate per la situazione fisiologica che abbiamo altrimenti, anziché fornire supporto, diventano una fonte di stress. Possiamo quindi dire che la teoria polivagale affronta il tema della risonanza fisiologica delle interazioni sociali, dove le interazioni mente-corpo non sono considerate legate da una correlazione ma sono considerate la stessa cosa vista sotto due profili diversi. Una piena aderenza quindi al principio reichiano dell’i
Per questo il nervo vago riveste un ruolo centrale nella teoria di Porges: infatti permette la comunicazione tra la periferia del corpo e il cervello e può veicolare i segnali di rassicurazione, cioè di assenza di pericolo. Cosa ancora più interessante per l’analisi bioenergetica è che il nervo vago risponde ai processi di espirazione, uno degli obiettivi del lavoro corporeo che mira a restituire spazio al respiro nell’aspetto dell’allungamento più che del volume. una respirazione sana infatti è una respirazione che è “lunga”
La teoria polivagale ipotizza tre sistemi gerarchici di risposta agli stimoli ambientali: il primo livello è costituito dal sistema nervoso autonomo. C’è poi un sistema di soglia che regola la percezione del dolore e che può eliminare la percezione del dolore stesso quando supera una certa soglia, come espresso nei lavori di Porges sulla
