Sono molti i momenti in cui ci troviamo a scegliere. E sono molte le scelte che facciamo pensando agli altri e alle ricadute che la nostra decisione può avere sulla loro vita. Ecco perché come comunichiamo le nostre scelte e le nostre decisioni è tanto importante: perché ci sono modi che lasciano liberi e modi che, invece, legano alle nostre decisioni anche senza che ce ne rendiamo conto. E tutto questo passa attraverso lo stile di comunicazione.
Se ci poniamo nella posizione di vittima è molto probabile che nell’altro si evochi il senso di colpa. Se ci poniamo nella posizione dell’inquisitore è molto facile che nell’altro si generi paura. Se siamo calcolatori è possibile che nell’altro si generi invidia. Se siamo distratti evochiamo invece il divertimento. Non sono scelte consapevoli ma sono modi – indiretti – per manipolare il risultato finale. Perchè se evochiamo la colpa nell’altro possiamo sperare di essere risparmiati. Se suscitiamo paura possiamo sperare di essere ubbiditi. Se suscitiamo invidia possiamo credere di ricevere un’alleanza. E se, infine, con la mia distrazione ti faccio divertire, posso pensare di essere tollerato.
Tutti questi però sono modi di scegliere condizionati: condizioniamo la nostra comunicazione al fine di ottenere un risultato desiderato. Non sono scelte che nascono dall’affetto e dal legame. Sono scelte che nascono dal desiderio di ottenere un risultato definito. Forse l’otterremo, forse no. La crescita quella, invece, si ottiene solo dall’amore.
Solo l’amore e la fiducia creano una relazione che produce crescita. In caso contrario tutto ciò che possiamo fare è sopravvivere. Virginia Satir
Pratica di mindfulness: Diventare respiro
© Nicoletta Cinotti 2024 Amore, mindfulness e relazioni. Ultimi due giorni in early bird

Lavorare con le emozioni durante la pratica di meditazione
Così ho imparato che c’erano quattro passi cruciali per dirigermi verso la tanto agognata felicità. Il primo non è stato così scontato: riconoscere quello che provavo. Molto spesso confondiamo le emozioni con la spinta all’azione che producono. Ci ritroviamo quindi ad agirle senza nemmeno sapere che cosa ci ha mosso e come possiamo nominarlo. Ma se non sappiamo davvero quello che ci sta succedendo, come possiamo trovare una risposta adeguata al nostro bisogno?
