Ho passato il fine settimana nel ritiro “Mindfulness ed emozioni. Abbiamo fatto silenzio e da quel silenzio sono nate parole, semplici ed essenziali. Il silenzio è stato coltivato perché rispettarlo non può essere una regola ma una forma di meditazione che allena all’ascolto. La comunicazione infatti non nasce dalle parole – quante ne diciamo che invece di avvicinare, allontanano? – la comunicazione nasce dall’ascolto. È ascoltando che manifestiamo all’altro la nostra intenzione di comunicare. È nell’ascolto che comprendiamo dove si trova davvero il nostro interlocutore. È nell’ascolto che pratichiamo il paradosso della non-azione, quella che conduce alla retta azione.
Questo è vero in ogni relazione, tanto più in quelle intime. Arriviamo, spinti dalla nostra intenzione di comunicare, e riempiamo l’altro di parole. Parole che spesso raccontano com’è l’altra persona e non come siamo noi. Parole che raccontano il nostro disagio – sentiamo il bisogno di comunicare a partire dal disagio più che dal piacere – e che prospettano sempre, quasi sempre, una soluzione. La nostra.
A quel punto chiediamo all’altra persona di dirci qualcosa. Quando siamo animati dal desiderio di comunicare, proviamo a tradurlo con desiderio di ascoltare, di percorrere la posizione aperta, ricettiva e spaziosa dell’ascolto. Potremmo scoprire che il più grosso ostacolo all’ascolto sono i nostri pensieri che ci assorbono verso le nostre idee e ci impediscono di accogliere, ricevere e, a volte, addirittura sentire quello che l’altro dice davvero.
Quando abbiamo voglia di parlare con qualcuno, iniziamo dall’ascoltare. Potremmo scoprire che tutto diventa più ampio, sincero e spazioso. Perché le parole nascono dal silenzio.
Ascoltare è un processo che avviene all’interno, proprio dove ci porta la meditazione. Nicoletta Cinotti Imparare a volersi bene
Pratica di Mindfulness: Incontrare le difficoltà
© Nicoletta Cinotti 2024 Amore, mindfulness e relazioni
