Il controllo ha molto successo. Spesso lo consideriamo un elemento di maturità. Non mettiamo a fuoco quanto costa, in termini personali, rispetto alla spontaneità e alla sincerità. Lo pubblicizziamo facilmente perchè risultano ovvi i suoi vantaggi. Il controllo però non è l’unica risposta all’impulsività. Anzi spesso è l’ultima risposta, perchè poi, se controlliamo tanto, finiamo per esplodere senza nemmeno rendercene conto. La risposta all’impulsività è la riflessione che ci offre quella padronanza che vorremmo.
Smettere di controllare significa, semplicemente, lasciar andare quella forma di manipolazione verso di noi che ci giudica, critica, valuta quello che facciamo come se fossimo continuamente sotto esame e impedisce così la libertà. Ci controlliamo perché ci interessano di più i risultati del nostro benessere. Ci controlliamo perchè pensiamo che crescita e cambiamento passino attraverso la manipolazione. Nostra e altrui.
Il controllo ha un corrispettivo relazionale che è la manipolazione. Il dire e il fare per ottenere dall’altro quello che vogliamo. Peccato che poi, quando finisce l’incantesimo della manipolazione, il castello che abbiamo costruito scivola via come sabbia tra le dita.
Non è pericoloso essere spontanei, essere autentici, essere sé stessi. Non dobbiamo preoccuparci di fare brutte figure. L’autenticità è vitale come il nostro respiro. Anzi è misurata dalla vitalità e ampiezza del nostro respiro. Più il nostro respiro è libero, più siamo autentici. E più siamo autentici e più siamo liberi di essere felici.
C’è una grande felicità nel non volere, nel non essere qualcosa, nel non andare da qualche parte. J. Krishnamurti
Pratica di mindfulness: Be water
© Nicoletta Cinotti 2023 Il protocollo MBCT online

