Molti di noi possono credere che le emozioni siano collegate solo a ciò che sentiamo. Che nascano da una interazione con una situazione o con una persona e che la loro origine stia in qualcosa che succede o che è successo.
In realtà moltissime delle emozioni che proviamo in una giornata nascono da quello che pensiamo. A volte, volutamente, andiamo a ripescare un ricordo per poter provare di nuovo una certa emozione. E non sempre lo facciamo con le emozioni positive. Anzi, moltissime volte lo facciamo proprio con le emozioni spiacevoli. Possiamo dire che qualsiasi emozione può essere suscitata dai pensieri e l’effetto che ha sul corpo è proprio come quella prodotta dall’esperienza diretta di una situazione.
I nostri pensieri quindi ci espongono ad una realtà aumentata di trauma, dolore e sofferenza. Una realtà che va ben al di là di quello che abbiamo vissuto. Tendiamo a sottovalutare l’impatto che hanno su di noi ma per il nostro corpo l’emozioni prodotta dal pensiero o l’emozione prodotta dall’esperienza è diversa solo di una sfumatura leggera: la sfumatura del cambiamento
Possiamo pensare a quello che dovremmo fare per ore e giorni ma questo non cambierà quello che sentiamo. Potrà aiutarci momentaneamente a fare qualcosa di diverso ma se non continueremo ad esercitare uno sforzo quello che sentiamo riemergerà. Per cambiare quello che sentiamo abbiamo bisogno di passare dal corpo. Un corpo diverso percepisce in modo diverso e “pensa” in modo diverso.
C’è un processo di cambiamento che avviene dall’interno e non richiede sforzi coscienti. È chiamato crescita e migliora l’essere. Non è qualcosa che si può fare: quindi non è una funzione dell’Io ma del corpo. (…). Alexander Lowen
Pratica del giorno: La classe del mattino (Video di esercizi)
© Nicoletta Cinotti 2023 Be real not perfect: crescita e cambiamento
Nei programmi MBSR, così come in analisi bioenergetica, uno dei punti principali a cui viene prestata attenzione è la capacità di percepire e distinguere tra sensazioni fisiche, emozioni e pensieri. Questa attenzione intenzionale è spesso uno degli aspetti che suscita maggiori domande e difficoltà.
Quando dico, come accade nel protocollo MBCT che “i pensieri non sono fatti”, registro spesso un’ondata di dissenso. Più il pensiero è legato ad un trauma emotivo e più siamo convinti che sia una verità e una previsione nello stesso tempo. Perché accade questo? Perché il trauma blocca la nostra capacità riflessiva e ci porta a dare un significato a quello che è avvenuto che è statico. Un processo di significato che può portarci via dal momento presente o, addirittura, “VIA DAL MONDO”. Tanto il pensiero riflessivo ci porta dentro al mondo e diventa significato rivelatorio, tanto la fiducia nei pensieri che nascono dal trauma ci allontana dal mondo.
Mindfulness e bioenergetica
