C’è una differenza fondamentale tra il “perché” e il “come”. Una differenza che non è solamente linguistica: queste due parole attivano infatti due diversi processi interiori.
Quando ci chiediamo perché è avvenuto qualcosa – nel nostro mondo interno o nel nostro mondo esterno – abbiamo, implicitamente, già fatto una scelta: la scelta di trovare una causa per ciò che è avvenuto. Spesso una scelta che non è destinata ad arrivare a buon fine. Molte cose infatti hanno tante cause diverse e per molti aspetti non è possibile arrivare ad una ragione precisa. Abbiamo fatto però anche un’altra impercettibile scelta: quella di iniziare un dialogo interiore, pieno di proliferazione mentale. Ci sembra di essere degli investigatori e invece siamo solo dei controllori della realtà.
Quando ci chiediamo come è avvenuto quello che ci troviamo di fronte apriamo, altrettanto inevitabilmente, la nostra mente alla ricchezza della percezione, alle sfumature della comprensione, all’apertura della consapevolezza. Iniziamo un processo di inquiring in cui possiamo fermarci in qualsiasi momento e non avremo mai la sensazione di avere fallito: è questo il grande dono della consapevolezza. Quello che ci fa diventare scienziati del mondo interiore ed esploratori del mondo esterno. Senza fermarci all’apparenza, scopriamo la sostanza.
La grazia è una esperienza che si forma naturalmente quando non siamo più costretti dalla nostra mente a spostare l’attenzione dai dettagli del momento presente. Angel Kyodo Williams
Pratica di mindfulness: Attenzione, precisione e gentilezza
© Nicoletta Cinotti 2022 ill protocollo mbct online
Anche se tendiamo a negarlo l’idea del miglioramento è sottilmente ostile nei nostri confronti. Significa che c’è qualcosa che non va, qualcosa a cui subordiniamo la nostra possibilità di accettazione. Mi accetterò quando avrò superato quel problema, quel difetto, e dimostrerò così, a me stesso e agli altri, che valgo, che sono capace, che ho padronanza nei confronti della mia vita. Inoltre l’idea del miglioramento fa pensare a qualcosa di statico, già definito e concluso, che richiede solo un ritocco. Magari grande ma un ritocco.
I progetti di miglioramento hanno l’obiettivo di farci ri-entrare in un gruppo o in un target. E sono un buon modo per spiegare la differenza tra
