Dietro alle nostre difese, dietro alle nostre chiusure, alla fine, sta un’unica cosa: la ricerca di sicurezza. Vogliamo muoverci su un terreno stabile. Avere relazioni certe e affidabili. Sapere prima cosa succederà dopo. Avere un futuro certo, soprattutto se il nostro passato è pieno di incertezze.
È così che ci costruiamo binari. È così che entriamo in una modalità un po’ automatica di vita. Uno stile di vita sicuro è, spesso, anche molto ripetitivo. Poi arriva un imprevisto e ci sembra una tragedia. Solo perchè si discosta dalla nostra routine abituale.
Entriamo nella vita e scopriamo di vivere in un mondo altamente instabile. Ci sentiamo inadeguati e, invece, abbiamo solo avuto la speranza sbagliata. Ci hanno detto che l’amore, se è vero, dura per sempre e scopriamo che non è vero nemmeno quello. Sono pochi quelli che durano tutta la vita, e per questo sono rari e preziosi.
Come vedremmo tutto questo se lo guardassimo dall’ottica delle nostre abilità a stare nell‘incertezza, nel cambiamento? Come cambierebbe la nostra sensazione di essere sbagliati, di essere inadeguati, di essere sfortunati se prendessimo contatto con il fatto che tutto è in continuo cambiamento e che esiste un dolore legato al fatto che le cose cambiano. Un dolore inevitabile che porta una gioia altrettanto inevitabile: la gioia della novità, della freschezza, della sorpresa, della scoperta.
Lascia andare i modi in cui pensavi che si sarebbe svolta la tua vita:
l’attaccamento ai piani, ai sogni o alle aspettative – lascia andare tutto.
Conserva le forze per nuotare con la marea.
La scelta di combattere ciò che hai ora di fronte
avrà come risultato solo fatica, paura e tentativi disperati
di fuggire da quella stessa energia che tanto desideri. Lascia andare. Danna Faulds
Pratica di mindfulness: La meditazione del fiume
© Nicoletta Cinotti Autunno: lasciar andare
