Ho lavorato per anni con i bambini e, in ogni caso, i bambini sono stati i mei primi insegnanti e questo forse spiega perché, alla fine, sono arrivata al reparenting.
Fino a 2 anni, massimo tre, nessun fallimento è un grosso problema. Cadono, piangono, si rialzano, a volte ridono perché hanno rifatto lo stesso errore e continuano. Prima o poi imparano. E la loro attenzione è tutta nell’imparare, nello scoprire. Sono sensibili all’approvazione ma quello che fanno li interessa troppo per perdere tempo a pensare che cosa vedranno gli altri. Tanto sono tutti lì ad incoraggiarli, sorridenti o preoccupati ma incoraggianti. Poi, da un certo momento, succede qualcosa: sbagliare non è più neutro. Sono orgogliosi di quello che sanno fare ma, in ogni caso, non vogliono sbagliare. E gli adulti iniziano a rimproverare gli errori, come se fosse possibile evitare di farli. Se cadono è un guaio. Se gli altri non giocano con loro è proprio un problema. L’interesse nei loro riguardi cambia. E il loro umore diventa più variabile. Il loro carattere più definito e fanno discorsi da grandi.
Però una cosa è certa: tanto più sono appassionati tanto meno sono preoccupati di sbagliare. E più velocemente superano il problema. La passione è contagiosa: per cui se un gruppo gioca appassionatamente a qualcosa, tutti vogliono entrare nel gioco. È il divertimento, il piacere che attrae.
Credo che la passione faccia lo stesso effetto a tutti: più metti passione, più sei coinvolgente, meno ti preoccupi di aver sbagliato. Vuoi imparare ma l’errore non ti paralizza. Se invece sei in una prestazione, ogni errore può spaventare perché diventa un’altra cosa: diventa fallimento. Ci vuole tanto perché una passione si spenga, poco perché una prestazione fallisca.
Alla fine, se dovessi dire qual è l’intenzione del Reparenting direi che è questo: imparare dagli errori senza entrare nella spirale del sentirsi falliti e riscoprire la nostra passione, che poi altro non è che essere chi siamo davvero. Perché non ci sono persone senza passione ma persone che hanno paura a essere chi sono
Cadere sette volte e rialzarsi otto. Proverbio giapponese
Pratica di mindfulness: La classe del mattino
© Nicoletta Cinotti 2024 Oggi inizia il ritiro di reparenting. Fino a martedì i post che riceverai sono ri-edizioni preparate in anticipo
Ma cosa c’entra questo con le storie di guarigione che porto nel mio paese?Possiamo pensare che ogni albero sia un’entità separata ma se li guardiamo dalla prospettiva delle radici ci accorgiamo che uno conta sul sostegno dell’altro per crescere. Anche un paese è così: apparentemente tante famiglie diverse ma se le guardiamo dalla prospettiva della loro storia le radici sono intrecciate e alcuni eventi le rendono ancora più saldamente intrecciate. Nessuno si salva da solo, nessuno guarisce da solo. Molte storie personali, familiari diventano Storia. Molti alberi diventano bosco e paese.
