Ho dormito per qualche notte a Casa Cares per il ritiro di Reparenting. È una casa antica, uno di quei luoghi che hanno ancora intatto il genius locii, lo spirito del luogo. L’ultima notte sogno che in quella casa è prigioniera una fanciulla che ha due volti. In parte è una vittima, in parte è una strega dispettosa. Mi sveglio e capisco che il sogno coglie nel segno. Di cosa?
Tutti noi abbiamo una parte vittima, una parte che abbiamo sacrificato in nome di qualcosa o di qualcuno. quella parte però non è solo una vittima. È anche una specie di demone che ci chiede in cambio qualcosa. A volte molto; altre volte moltissimo. È la parte che ci spinge a iper-compensare ossia a fare di tutto perchè il sacrificio della vittima non sia stato inutile. Faccio un esempio banale. Magari avevamo una parte artistica che abbiamo eclissato perchè volevamo un’attività più sicura economicamente. Quella parte non è scomparsa. È prigioniera dentro di noi. E, per vendicarsi della soppressione, ci chiede di diventare bravissimi nell’altra strada che abbiamo scelto, per giustificare questo sacrificio.
Nella tradizione Chod, di origine tibetana, c’è proprio una pratica che ha lo scopo di nutrire i nostri demoni, che sono l’altra faccia delle nostre parti sacrificate. Anche senza andare in Tibet, molte favole dei Fratelli Grimm riportano il tema della strega, della fanciulla innocente e delle prove da superare. In fondo non abbiamo tutti noi una parte imprigionata che qualche volta da vittima diventa carnefice? Quale storia ci racconta quella parte e, soprattutto, non merita di trovare la voce?
La trama delle nostre narrazioni ci convince che un trauma, una rottura, segni per sempre il nostro destino. Abbiamo più fiducia nel passato che nel futuro e nelle possibilità di crescita. Siamo, senza volerlo, degli storici della psiche e non ci rendiamo conto che ciò che è accaduto ha lasciato un’impronta, ma il disegno lo costruiamo nel presente, ripercorrendo le stesse strade o iniziando strade diverse. Cinotti, Nicoletta. Scrivere storie di guarigione Enrico Damiani Editore. Edizione del Kindle.
Pratica di reparenting: Lasciar andare il dolore del passato
© Nicoletta Cinotti 2024 Scrivere storie di guarigione
