Il 22 agosto alle 17.30 sarò a Maresca, il posto dove sono nata. Un piccolo paese di montagna con tutte le caratteristiche della montagna: bisogna essere tosti per vivere in montagna e anche saper essere solidali. Il lusso della competizione in montagna si paga caro.
Sarò lì per un anniversario che fa parte della storia del nostro paese, la storia con la S maiuscola. Nel 1944, per tre giorni, il paese venne bombardato dalle truppe americane perchè Kesserling in ritirata con il suo esercito era di stanza lì, nella casa di mio padre, che era stata sequestrata per l’occasione. Purtroppo erano anche i giorni in cui veniva fatta la distribuzione del cibo e la gente del paese, che si aspettava il bombardamento e si era nascosta nei boschi, era scesa in paese per prendere il pane, lo zucchero e quello che veniva dato con la tessera. (Scarica qui il programma completo Maresca R-esiste PROGRAMMA DEFINITIVO)
Anche mia nonna materna, che gestiva il negozio, aveva deciso di aprirlo per permettere i rifornimenti, scarsi ma necessari. Una bomba colpì il negozio, morirono lei, sua suocera e suo cognato e molte altre persone del paese. Per quel piccolo paese fu una strage. Perché questa è la guerra moderna: muoiono i civili in misura superiore ai soldati. Oggi come allora, Allora come oggi.
Mia madre rimase orfana e la storia di quel bombardamento, così lontana dalla data della mia nascita, è rimasta scritta anche dentro di me. Sappiamo che c’è un passaggio intergenerazionale dei traumi eppure ce ne dimentichiamo. Il trauma è come una bomba nel futuro: uccide nel presente e lascia i segni nell’avvenire anche di chi quel trauma non l’ha vissuto direttamente. Cosa accadrà ai figli dei bambini che oggi sono in territori di guerra? Quanto odio sociale e intergenerazionale stiamo impunemente coltivando? Come possiamo far sì che la guerra non venga combattuta e, soprattutto, non venga combattuta sulla pelle dei civili? Sono domande senza risposta.
Ma cosa c’entra questo con le storie di guarigione che porto nel mio paese?Possiamo pensare che ogni albero sia un’entità separata ma se li guardiamo dalla prospettiva delle radici ci accorgiamo che uno conta sul sostegno dell’altro per crescere. Anche un paese è così: apparentemente tante famiglie diverse ma se le guardiamo dalla prospettiva della loro storia le radici sono intrecciate e alcuni eventi le rendono ancora più saldamente intrecciate. Nessuno si salva da solo, nessuno guarisce da solo. Molte storie personali, familiari diventano Storia. Molti alberi diventano bosco e paese.
Due alberi, fatti dall’artista Renzo Bastianelli, raccoglieranno frammenti della storia condivisa. Le persone avranno una settimana di tempo per portare foto o, semplicemente, scrivere i nomi dei loro cari coinvolti nel bombardamento o nella resistenza che diventeranno le foglie vive da attaccare al legno dell’albero e partiremo da lì per scrivere una storia in cui il ricordo diventi guarigione. (Scarica qui il programma completo Maresca R-esiste PROGRAMMA DEFINITIVO)
Se frugherai nel tuo stesso cuore potrai scoprire le radici dell’albero della vita. Rumi
© Nicoletta Cinotti 2024 Addomesticare pensieri selvatici
Ringrazio Tiziana Vivarelli, Direttrice artistica del Festival, Renzo Bastanelli, Paola Bigiarini, Presidente dell’associazione “I cerchi parlanti” di Pistoia, Marilou Rella e tutte le persone che hanno reso possibile questo evento. Ringrazio chi parteciperà e chi non potrà essere fisicamente presente
Qui trovi gli articoli usciti che presentano l’evento
La Nazione,”La resistenza, la guerra, le donne
La voce della montagna, Maresca R-esiste, al via il primo festival storico-culturale
