Hai presente la storia del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto? Ci sono persone che lo vedono mezzo pieno e altre che lo vedono mezzo vuoto. Dipende da quante emozioni positive o negative abbiamo in quel momento. Infatti il nostro umore condiziona la percezione e ci fa propendere per la messa a fuoco degli aspetti positivi o degli aspetti negativi a seconda che il nostro umore sia alto o basso. C’è anche una specie di tenzone tra chi vede il pieno e chi vede il vuoto, come se il punto fosse stabilire chi ha ragione.
Poi ci sono le persone che non vedono il pieno o il vuoto ma vedono il bicchiere.
Sono persone che sanno che nella vita gioia e dolore sono due ingredienti sempre presenti ma quello che conta è che ci sia un bicchiere a contenerli. Sono le persone che provano riconoscenza senza sapere perché, forse la provano perché sono vive e stanno nel mondo con la loro vitalità.
Quelle persone hanno capito che la bilancia della gioia e del dolore è una bilancia mobile e che non dobbiamo farci ingannare dalla sua mobilità e dalle illusioni che nutrono questo movimento. Perché le illusioni, insieme all’umore, condizionano la possibilità di vedere il pieno o il vuoto. Quando la nostra illusione viene realizzata lo vediamo pieno, quando non si realizza lo vediamo vuoto. Il problema è l’illusione ma questo ci sfugge. Ci sembra che il problema sia che la nostra illusione non si è realizzata.
Come ti raccontavo domenica ne abbiamo una per ogni carattere. A volte ci illudiamo di essere speciali, altre volte passiamo dall’esaltazione al crollo in poco tempo. Oppure alterniamo la convinzione di essere importanti; con quella di essere inferiori. In tutti i casi tendiamo a dimenticare che la nostra mente funziona per contrapposizione e alterna gli stati mentali proprio come la notte si alterna al giorno.
Basta smettere di vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto e iniziare a guardare il fatto che abbiamo un bicchiere e che, anche questo, non è scontato. Essere grati è un bel modo per vedere il bicchiere. Se poi siamo anche riconoscenti, riusciamo a vedere tutto il servizio di bicchieri a nostra disposizione.
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente
e quello che oggi vale ancora poco.Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord,
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto. Erri De Luca
Pratica di mindfulness: La pratica di gratitudine
© Nicoletta Cinotti 2023 Il Programma di Mindful Self-compassion online
