Ci sono azioni che dimentichiamo. Dimentichiamo la prima volta che abbiamo nuotato; la prima volta che siamo andati in bicicletta. La prima volta che abbiamo guidato la macchina da soli. Dimentichiamo queste azioni perché sono diventate abituali ma quella prima volta abbiamo gustato pienamente l’emozione dell’inizio.
E la consapevolezza che ci stavamo sporgendo oltre un confine, oltre un limite che, fino a quel momento, non avevamo ancora varcato. L’abbiamo fatto perché avevamo fiducia che avremmo imparato e perché volevamo imparare. L’abbiamo fatto perché apriva un mondo interamente nuovo. L’abbiamo fatto perché ci siamo sporti oltre il limite consueto, quello a cui ci eravamo abituati prima. O forse non ci siamo mai abituati a quel limite tanto era il desiderio di andare oltre. Siamo stati meravigliosamente principianti. E questo iniziare aveva un sapore bellissimo.
Quello stesso sapore che può avere questa giornata se la viviamo da principianti. Se ogni cosa la scopriamo come se fosse la prima volta. Come se, per la prima volta, fossimo al confine di un limite che stiamo per varcare. Di fatto è proprio così: ogni momento è nuovo. Ogni momento è oltre il precedente e compiuto in se. Non ci prepara a qualcosa di diverso. Compie.
Il limite si chiama ieri. Si chiama abitudine. Si chiama routine. E noi oggi lo sorpassiamo allegramente. Perché abbiamo fiducia di imparare, perché abbiamo la gioia della novità che ci aspetta. Dietro e oltre le nostre azioni abituali.
Tratta ogni momento della tua vita come se fosse l’ultimo: non è la preparazione per qualcosa d’altro. Shunryu Suzuki Roshi
Pratica del giorno: Protendersi
© Nicoletta Cinotti 2024 Mindfulness ed enozioni
