Ci sono tante zone della vita che ci sembrano nostre. E poi altre che abbiamo paura ad abitare. Il silenzio è una di queste.
Lo desideriamo quando siamo invasi dal rumore e dai suoni. Poi, quando arriva, passato il primo momento di sollievo, ne siamo quasi spaventati. Perchè il silenzio non è vuoto, è pieno delle parole non dette, delle emozioni inespresse. È pieno di quello che di noi tendiamo a non ascoltare.
È per questo che evitiamo il silenzio. Però quando smettiamo di evitarlo, quando finalmente ci decidiamo ad incontrarlo, ribalta completamente la prospettiva. Come un balsamo cura vecchie ferite. restituisce spazio al nostro respiro. Il suo margine ardente disegna i nostri confini. È solo quando amiamo davvero qualcuno che possiamo ascoltare il suo silenzio, oltre che le sue parole. È solo se ci vogliamo bene che possiamo prendere uno spazio di intimità e ascoltare il nostro silenzio. Ascoltarlo quando è pieno di pensieri rumorosi e confusi, ascoltarlo quando inizia ad aprire varchi tra un pensiero e l’altro. Ascoltarlo fino a che arriva, maestoso e solenne ad abitarci. Oppure siamo noi in quel momento ad abitare lui?
Non è diverso da quello che succede durante le tempeste. All’inizio, quando chiudiamo gli occhi c’è un grande frastuono, interno ed esterno. poi le onde si placano gradatamente. E quando incontriamo il silenzio incontriamo anche l’intimità con noi.
Il silenzio è la neve e la sua tenerezza crepitante.
Pratica di mindfulness: Considero valore(Meditazione)
Come ogni anno anche quest’anno c’è un progetto di pratica gratuita ad offerta libera, “Scrivere storie di guarigione, scrivere storie di pace”. Un vero e proprio corso di meditazione e scrittura che rimarrà a tua disposizione per sempre. Clicca sulle parole sottolineate!
© Nicoletta Cinotti 2024 Il programma di mindful self compassion. Very early bird
