Questo giorno io lo butto via
sparpaglio le sue ore ciondolando
guardo la pioggia fine solo stando
ferma, seduta qui al tavolino.
Lo butto come giorno che non conta
una cartaccia sporca, una buccia
niente di niente che si getta via.
Si chiama lunedí, si chiama aprile
numero ventinove e piove piove
e sarei piena di cose da fare
per farne un giorno col suo risultato.
Ma l’ho detto. Sarà buttato, sperso
consegnato ad un ozio che non vale
se non come preghiera. Allora dire
ecco, io offro questo ciondolare
sull’altare del mondo affaccendato.
Faccio io il perno che non muove.
Il punto che sta fermo. Lo bado 10
quell’immobile stato delle cose.
© Mariagnela Gualtieri

Ho condiviso la storia della mia bambola, spelacchiata dal troppo amore e molti altri hanno trovato la loro storia del giocattolo tanto amato da diventare vecchio eppure ancora amatissimo. Come nella favola del Coniglio di Velluto di Margery Williams: “Quando sei Vero non ti importa se fa male… In generale, nel momento in cui sei Vero, la maggior parte del tuo pelo se n’è andata per il troppo affetto“. Questo è il bodhicitta buddhista – quel “cuore risvegliato” che è come una ferita aperta, la nostra capacità innata di amare e provare compassione.
Abbiamo esplorato lo spettro dei confini:
Chiudo con l’immagine del gomitolo nelle mie mani. Non è il filo del destino che ci lega inesorabilmente, ma il filo che scegliamo di tessere, momento per momento. Rappresenta il potere di creare connessioni autentiche, non automatiche. Il piacere non di controllare o essere controllati, ma di danzare insieme nell’incertezza.
