
Oggi volevo raccontarvi qualcosa che non ho mai spiegato davvero…la pratica gratuita del lunedì mattina: un appuntamento che dura da quasi sei anni. iniziato nel Covid e continuato fino a qui
Me lo chiedono spesso: perché lo fai? E la risposta più onesta è: non lo faccio per speranza.
La speranza ha sempre bisogno di un risultato — spero che qualcuno venga, spero che serva, spero che cambi qualcosa. Ma non è questo che mi muove il lunedì mattina quando accendo il computer e apro lo spazio.
Lo faccio perché qualcosa in me sa che ha valore. Non ho bisogno di prove. Non ho bisogno di numeri. C’è un sì che viene da dentro, e quel sì non chiede garanzie.
In sanscrito c’è una parola, shraddha, che non si traduce bene. Non è fede nel senso religioso, non è ottimismo, non è nemmeno fiducia in un esito. È qualcosa di più sottile: un’apertura coraggiosa verso ciò che non controlliamo. È dire sì a qualcosa prima di sapere dove porta.
Ogni lunedì, quel sì prende la forma di uno schermo acceso e di un silenzio condiviso.
C’è un’altra parola che mi accompagna: kalyana mitta — gli amici spirituali, i compagni di cammino. Il Buddha disse una cosa sorprendente: l’amicizia spirituale non è metà della vita contemplativa, è tutta la vita contemplativa. Non si pratica da soli, anche quando si è soli. Si pratica sempre con — con chi c’è stato prima, con chi verrà dopo, con chi in questo momento, da qualche parte nel mondo, sta facendo la stessa cosa.
La pratica del lunedì è questo: non un servizio che offro, ma uno spazio che abitiamo insieme. Non io che do qualcosa a voi, ma noi che ci teniamo compagnia nell’incertezza.
Come si costruisce la fiducia
Ma c’è qualcosa di più, qualcosa che ho capito solo di recente.
Brené Brown, una ricercatrice che ha passato vent’anni a studiare la vulnerabilità e il coraggio, dice che la fiducia non è un blocco unico. È fatta di pezzi — e si costruisce un gesto alla volta, un confine alla volta, una promessa mantenuta alla volta.
Ha creato un acronimo — BRAVING — che in inglese significa “osare”. Perché fidarsi è sempre un atto di coraggio. Sono sette elementi: confini, affidabilità, responsabilità, cassaforte (tenere al sicuro ciò che ci viene affidato), integrità, non giudizio, generosità.
E quando ho letto questa lista, ho capito che la pratica del lunedì li contiene tutti — senza che io l’avessi pianificato.
Confini. C’è un orario, c’è un inizio e una fine. C’è uno spazio definito. La fiducia nasce anche dal sapere che qualcosa ha un limite, una forma.
Affidabilità. Ogni lunedì, alla stessa ora. Che piova o che splenda il sole, che io sia stanca o piena di energia, che ci siano cinque persone o cinquanta. Essere affidabili significa fare quello che diciamo di fare — ripetutamente. Non una volta. Ogni volta.
Responsabilità. Quando sbaglio, lo dico. Quando non so qualcosa, lo ammetto. La pratica non è un palcoscenico per la mia perfezione — è uno spazio dove anche io imparo, anche io cado, anche io mi rialzo.
Cassaforte. Quello che accade nello spazio resta nello spazio. Non parlo di voi, non uso le vostre storie per fare bella figura altrove. E quando qualcuno condivide qualcosa di fragile, so che sta affidando a tutto il gruppo qualcosa di prezioso.
Integrità. Pratico quello che insegno. Non sempre perfettamente — ma ci provo. Le mie azioni cercano di corrispondere ai miei valori. Scelgo il coraggio invece del comfort, anche quando il comfort sarebbe più facile.
Non giudizio. Potete venire come siete. Potete avere una giornata storta. Potete piangere, potete distrarvi, potete non riuscire a stare ferme. Non c’è un modo giusto di praticare. C’è solo il vostro modo, in questo momento.
Generosità. Assumo sempre l’interpretazione più generosa. Se non venite, non penso che non vi importi. Se arrivate in ritardo, non penso che siate maleducate. La vita è complicata, e tutti stiamo facendo del nostro meglio.
La fiducia che cresce
Ecco cosa ho capito: la pratica del lunedì non è solo un momento di meditazione. È un laboratorio di fiducia.
Ogni settimana, senza accorgercene, stiamo costruendo qualcosa insieme. Non con le parole, non con le promesse — con la presenza. Con l’esserci.
Brené Brown dice una cosa che mi ha colpito profondamente: “Non possiamo chiedere agli altri di darci qualcosa che non crediamo di meritare.” La fiducia negli altri inizia dalla fiducia in sé.
E forse questo è il dono nascosto della pratica: non solo impariamo a fidarci del gruppo, ma impariamo a fidarci di noi stesse. Del nostro respiro. Del nostro corpo. Della nostra capacità di stare con quello che c’è, qualunque cosa sia.
Un appuntamento con l’incertezza
In un tempo in cui tutto sembra crollare — e sì, guardo le notizie come voi, e sì, a volte il cuore si stringe — sedersi insieme diventa un atto radicale.
Non cambia il mondo fuori, ma cambia qualcosa dentro. E forse quel qualcosa, moltiplicato per tutti i lunedì e tutte le persone che si siedono, è già il mondo che cambia.
Non lo so. Non ho bisogno di saperlo.
Mi fido, e questo basta.
Ogni lunedì apro la porta. Voi decidete se entrare.
La pratica gratuita del lunedì è alle 8 di mattina. Viene registrata e poi caricata sul mio Canale YouTube e sulla pagina Podcast del sito con qualche ora di scarto. Il link è sempre lo stesso: [link]. Non devi iscriverti, non devi spiegare niente. Basta esserci. Trovi qui il link per zoom
con grazia e grinta
Nicoletta
©Nicoletta Cinotti 2026
