Non è un caso se la prima frase della pratica di Metta fa riferimento alla sicurezza. Cresciamo tutti a partire da una base sicura e se questa base non c’è cresciamo con difficoltà, aggrappandoci a tutto ciò che può darcela. Nel tempo cambia quello che ci fa sentire al sicuro: passiamo da una buona posizione lavorativa al desiderio di sicurezza in una relazione affettiva o in una situazione economica.
La mancanza di sicurezza può renderci infelici e rendere la nostra vita amara. Può spingerci a scelte pericolose come attraversare il Mediterraneo su un barcone per inseguire un sogno di salvezza. Ma ci sono due diversi tipi di sicurezza: quella da qualcosa – una minaccia interna o esterna – e l’essere sicuri di noi, centrati e stabili in un mondo imprevedibile. La prima è la safety, l’assenza della minaccia, che può comportare evitamento. L’altra è la safeness: la presenza di sentimenti positivi che sostengono apertura e scoperta. La prima comporta difesa e chiusura, la seconda un senso di possibilità.
È importante riconoscere quanto tempo passiamo nell’una o nell’altra modalità. Passi la maggior parte del tempo a scrutare l’ambiente in attesa di una minaccia oppure lo esplori per cercare nuove esperienze? Ma soprattutto: esiste dentro di noi un luogo sicuro dove andare quando ci sentiamo in pericolo? Uno spazio interiore in cui ricentrarci? Possiamo coltivare questa attitudine?
Creare deliberatamente un’immagine di safeness e compassione attiva il sistema parasimpatico, rafforzando il tono vagale.N. Petrocchi, J. Kirby e B. Baldi, Manuale operativo di Compassion Focused Therapy
Pratica: Il tuo luogo sicuro
Trova una posizione comoda e chiudi gli occhi. Fai qualche respiro lento, lasciando che l’espirazione sia un po’ più lunga dell’inspirazione.
Ora immagina un luogo dove ti senti completamente al sicuro. Può essere reale o immaginario: una stanza, un angolo di natura, un ricordo. Non deve essere perfetto, basta che evochi in te un senso di calma.
Esplora questo luogo con i sensi: cosa vedi? Quali suoni ci sono? C’è un profumo, una temperatura? Nota come si sente il corpo mentre sei lì.
Resta qualche momento in questo spazio. Poi, prima di riaprire gli occhi, ricorda che puoi tornarci ogni volta che ne hai bisogno. È dentro di te.
© Nicoletta Cinotti 2025 Il programma di Mindful self-compassion
