Certe domande non hanno risposta.
Diventano pesi familiari nella mano,
sassi tondi estratti dalla tasca,
inflessibili e freddi.
Le tue dita ne esplorano le superfici,
fino a perdersi
nel braille del mondo durevole.
Guarda dalle finestre, ovunque è lo stesso
le foglie gialle, la luce che s’inverna.
Passa un camion, tutto carico di legna.
Una donna, con un cappotto di lana rosso,
vede che la osservi e svelta distoglie lo sguardo.
©Jane Hirshfield



Lavorare con le emozioni durante la pratica di meditazione
Così ho imparato che c’erano quattro passi cruciali per dirigermi verso la tanto agognata felicità. Il primo non è stato così scontato: riconoscere quello che provavo. Molto spesso confondiamo le emozioni con la spinta all’azione che producono. Ci ritroviamo quindi ad agirle senza nemmeno sapere che cosa ci ha mosso e come possiamo nominarlo. Ma se non sappiamo davvero quello che ci sta succedendo, come possiamo trovare una risposta adeguata al nostro bisogno?
