L’idea del cambiamento è molto presente nella nostra vita e, a volte, rischia di trasformarsi in un tormento costante. Parliamo del cambiamento perché non abbiamo fiducia nella possibilità di trasformarsi e crescere naturalmente, come se in noi ci fosse qualcosa di guasto da riparare.
Se davvero vogliamo nutrire la nostra crescita abbiamo bisogno di partire da dove inizia il processo, cioè dal corpo. Le sensazioni fisiche producono pensieri, i pensieri producono parole, le parole diventano azioni, le azioni diventano abitudini e le abitudini formano il nostro carattere. Immaginiamo questo processo che parte dal basso, cioè dal corpo: ogni livello, poiché riceve sostegno dal precedente, ha bisogno di maggiore energia perché si verifichi una trasformazione. Se vogliamo cambiare a partire dal nostro carattere – giusto per fare un esempio – abbiamo bisogno di una grandissima quantità di energia perché dobbiamo muovere tutti gli strati sottostanti (abitudini, azioni, parole, pensieri, sensazioni fisiche). Se partiamo dal corpo dobbiamo muovere le ali di una farfalla e dare al nostro respiro la libertà che merita.
Allora cambieranno i pensieri e nasceranno parole nuove, azioni diverse, abitudini salutari e il nostro carattere fiorirà.
La situazione fisica plasma il pensiero e l’immagine di sé dell’individuo. Alexander Lowen
Pratica del giorno: La classe del mattino
© Nicoletta Cinotti 2023 Be real not perfect: crescita e cambiamento
In effetti è vero, senso di orientamento zero. Ma non è quello il punto. il punto è che cosa fa la mia, la nostra voce interna con gli errori. Cosa facciamo quando sbagliamo? Siamo davvero comprensivi e compassionevoli verso di noi? O si accende il ritornello “ecco ci siamo, hai di nuovo sbagliato”. E quel di nuovo diventa peggio di una condanna scritta. Perché possiamo tollerare di sbagliare una volta. Ma non più di una volta.
Può diventare un modo tanto abituale da dare forma al nostro corpo. Se teniamo dentro, la stagnazione può riguardare l’addome e il torace. Riguarda il torace se teniamo dentro le emozioni che ci spingerebbero nella relazione con gli altri. Riguarda l’addome se tratteniamo le emozioni viscerali. A volte diventa molto evidente questo trattenimento e questa stagnazione: il torace è esile e leggero e l’addome e le gambe stanche e pesanti. Oppure il corpo è magro ma l’addome è insolitamente pieno e abbondante. ricco di tutto ciò che trattiene.
