A volte non ci rendiamo conto di quanto siamo legati a quello che impariamo. Sia a quello che impariamo volendolo imparare che a quello che impariamo perché ci siamo immersi. Impariamo un modo di fare colazione, impariamo uno stile di vita. Impariamo le cose che studiamo e impariamo come studiarle. È grazie all’apprendimento che le nostre difese rimangono attive nel corso della nostra vita, pronte a entrare in azione appena qualcosa – sulla base di quello che abbiamo imparato – ci sembra pericoloso.
Questo sottofondo di apprendimento è vero soprattutto nelle relazioni. Inutile dirlo: abbiamo imparato ad amare e abbiamo imparato ad amare per come siamo stati amati. Così cerchiamo di non fare gli errori che sono stati fatti con noi. Cerchiamo di fare le cose che ci hanno fatto bene e, attraverso i nostri amori, cerchiamo, proprio come se fossimo studenti modello, di migliorare il nostro modo di stare insieme.
Perché l’amare passa attraverso due azioni: l’accudire e il costruire relazioni. Non sono la stessa cosa. possiamo essere bravissimi ad accudire ma veramente scarsi nel costruire relazioni. E così, finito il bisogno di accudimento, le persone se ne vanno. Come hanno insegnato le scimmie di Harlow che mangiavano da una finta madre metallica e poi scappavano tra le braccia della finta madre pelosa, con la quale passavano tutto il tempo, che non dava cibo ma dava calore, Non basta ricevere ciò di cui abbiamo bisogno per rimanere. Quello che ci fa rimanere è l’aver costruito un legame e se sappiamo solo accudire ma non costruire legami, faremo tanta fatica, con poca compagnia.
Forse l’insegnamento più importante è che cerchiamo di alleggerirci e rilassarci. È un grande aiuto per lavorare con le nostre menti confuse ricordarci che quello che stiamo facendo è aprire la morbidezza che è in noi e lasciare che si diffonda: stiamo sfuocando gli angoli acuti dell’auto-critica e del lamento. Pema Chodron
Pratica di mindfulness: Pratica sui bisogni insoddisfatti
© Nicoletta Cinotti 2024 Scrivere storie di guarigione
È chiaro che, se vogliamo guarire, abbiamo un problema di salute, fisica o mentale. Salute significa salvezza, tornare integri e anticamente era una divinità romana che si occupava più della salute collettiva che di quella individuale. Già questo ci dice qualcosa di importante: è difficile rimanere sani se viviamo in un ambiente malsano. La malattia è contagiosa anche quando non è un virus o un batterio: genitori ansiosi fanno figli ansiosi e le emozioni si propagano per contagio. Pochi di noi possono dire di essere capaci di non farsi influenzare dalle emozioni delle persone che amiamo. Per alcuni poi diventa difficile addirittura non farsi influenzare dalle emozioni delle persone vicine, che siano o no familiari o conoscenti. Lo stress in ufficio propaga per riflesso emotivo, oltre che per procedure di lavoro inadatte!
A fine luglio 2022 lo stato dette l’opportunità di fare richiesta del bonus psicologo. In due giorni arrivarono 100000 domande a fronte di fondi stanziati per 16000 persone. Un divario enorme che non è stato ancora colmato e che ci dice che la salute mentale è ancora un’ancella della salute fisica anche se sappiamo che entrambe sono strettamente collegate.
Se il contesto ammala, un contesto di gruppo di cura, contribuisce alla guarigione, rompendo l’idea che nel nostro essere doloranti ci sia un errore di fondo, una debolezza che va nascosta.
