Essere vivi
Essere vivi essere vivi ora vuol dire avere sete
essere abbagliati dal sole fra gli alberi ricordare all’improvviso una melodia
starnutire
tenerti per mano
essere vivi
essere vivi ora
vuol dire minigonna
un planetario
Johann Strauss
Picasso
le Alpi
vuol dire imbattersi in tutte le cose belle e poi
essere attenti e opporsi al male che vi si nasconde
essere vivi
essere vivi ora vuol dire poter piangere
poter ridere
potersi arrabbiare
vuol dire libertà
essere vivi
essere vivi ora
vuol dire un cane che abbaia in lontananza ora
la terra che sta girando ora
da qualche parte il primo vagito che si alza ora
da qualche parte un soldato ferito ora
è un’altalena che dondola ora è l’ora che passa ora
essere vivi
essere vivi ora
vuol dire il battito d’ali degli uccelli
vuol dire il fragore del mare
il lento procedere di una lumaca
vuol dire gente che ama
il tepore della tua mano
vuol dire vita.
©Tanikawa Shuntarô in Poeti Giapponesi, a cura di M.T. Orsi e A. Clementi degli Albizzi, Giulio Einaudi editore
La rabbia può avere livelli diversi, dall’irritazione alla furia. Salire lentamente o velocemente; può avere diverse durate. Per alcuni è un rapido scoppio, per altri una lunga marea. Alcuni non possono trattenersi dall’esprimerla, altri non lo farebbero mai. Ma anche chi non la esprime può passare ore a fantasticare su come “avrebbe messo a posto” (con le mani o con le parole) la persona che gli ha suscitato rabbia.
La rabbia è una delle cinque emozioni di base insieme al disgusto, alla paura, alla gioia e alla tristezza. Questo vuol dire che è presente fin dalla nascita e che è presente in tutte le culture studiate finora. Può far emergere, come emozioni secondarie, vergogna, orgoglio o imbarazzo. Nel mio libro, 
