La corsa frenetica quotidiana ci ha resi esperti nel vedere le persone in modo strumentale. “Mi servi per questo”, “Sei utile per quello”. Ci incontriamo, sì, ma sempre di fretta, sempre con uno scopo preciso. Come mi ha detto ieri una persona: “Qui tutti sono indaffarati a pensare alle loro cose. Corrono, si affannano, ti vedono, ma solo perché puoi essere utile. Non perdiamo mai tempo insieme!”
Non è solo una questione di alcune persone: è diventata una condizione dell’anima, esportabile ovunque. Quando siamo di corsa, con un obiettivo fisso in mente, il nostro campo visivo si restringe. Come se vedessimo solo quel faro lontano verso cui ci dirigiamo, escludendo tutto il resto. E smettiamo di guardarci negli occhi.
Perché guardarsi negli occhi fa “perdere” tempo. Fa sentire emozioni, passare informazioni, può scaldare o imbarazzare – tutte cose che pensiamo di non poterci permettere. Ma quelle rare volte in cui ci fermiamo davanti al viso di qualcuno e lo ascoltiamo davvero – quando l’altro diventa il semaforo rosso davanti al quale attendere – possiamo sperimentare un “darling moment”, un momento di tenerezza.
A volte viviamo l’altro come un semaforo da bruciare il prima possibile. Altre volte come un luogo in cui fermarsi e dilatare lo spazio. Non stiamo perdendo tempo: stiamo acquistando spessore, rendendo le nostre comunicazioni più profonde e significative. In questi momenti lo spazio può dilatarsi così tanto che sembra di essersi persi, ma è proprio allora che ci ritroviamo. Di fronte agli occhi dell’altro, ascoltandolo, ritroviamo noi stessi. E può nascere commozione, presenza, tenerezza, riposo. Perché il vero riposo è quello che proviamo quando ascoltiamo e ci sentiamo ascoltati.
Secondo Maya Angelou ci sono quattro domande che ci facciamo silenziosamente e continuamente: mi vedi? È importante per te che io sia qui? Sono abbastanza o vorresti che fossi migliore? Il tuo modo di guardarmi mi fa sentire unico? Ecco perchè le persone amano così tanto i loro cani. Perchè rispondo sempre si a queste domande assicurando una totale e amorevole attenzione per il proprio padrone. Liberamente tratto da “How to change your life in one second flat”
Pratica di mindfulness: (Non) sentirsi soli
© Nicoletta Cinotti 2024 Il programma di mindfulness interpersonale
