Podcast di Nicoletta
In questa pagina troverai diversi tipi di podcast: meditazioni, riflessioni sul Reparenting, su Mindfulness ed emozioni e temi generali di psicologia. Potrai scegliere gli argomenti di tuo interesse nel menù a tendina, “Filtra per categoria”.
Questo è un modo nuovo per accompagnarti nella tua vita quotidiana (e il meglio deve ancora venire!)
Le frecce che diventano fiori
La solitudine fresca e la solitudine calda
Pratica gratuita | Le frecce che diventano fiori
"La mia scodella è vuota. Ma è la mia, capite? E io l'adoro." — Raymond Carver, Domani
Stamattina nella pratica condivisa abbiamo letto questa poesia di Carver — un uomo stanco, con una fretta del diavolo che fosse già domani, che eppure si ferma a riconoscere che quella scodella vuota è la sua. Non una da riempire a ogni costo. Una da guardare, e da adorare così com'è.
E poi abbiamo attraversato insieme le pagine di Pema Chödrön sulla non-aggressività e i quattro mara: la notte dell'illuminazione, il Buddha seduto sotto l'albero, attaccato dalle forze di Mara con spade e frecce — e quelle armi che si trasformano in fiori. Quello che per abitudine consideriamo un ostacolo, scrive Pema, non è un nemico ma piuttosto un amico. Quello che sembra una freccia, possiamo viverlo come un fiore. Dipende dal rapporto che abbiamo con noi stessi.
Dentro il contenitore della disciplina — i nostri trenta minuti di pratica, il ritorno al respiro, la fedeltà a questo appuntamento del lunedì — perché dovremmo essere così severi? La disciplina interiore è tornare alla gentilezza, all'onestà, al lasciar andare.
Vi ricordo anche il progetto "Facce da stormo": stiamo raccogliendo le vostre foto per creare un album del nostro gruppo di donne over 50 che praticano insieme. Se vuoi partecipare, mandami la tua foto a [email protected].
Vuoi praticare con noi? Ogni lunedì ci ritroviamo per la pratica condivisa gratuita. Scrivimi per ricevere il link.
Nel mio libro "La gioia ribelle. La mindfulness e l'arte di invecchiare" trovi un intero percorso per imparare a trasformare le frecce in fiori — con grazia, grinta e gratitudine.
Poesia e mindfulness interpersonale
Diventare amici dell'incertezza
Sabato 21 marzo è la Giornata Mondiale della Poesia. E nella diretta, ho parlato di parole. Ma non di parole qualunque — delle parole che curano.
Quando dopo una seduta piena di dolore condiviso leggo una poesia, non faccio altro che riparare falle. Come un muratore. Come un idraulico. Mi sporco le mani di parole. Emily Dickinson lo dice meglio di me: “Per chiudere una falla devi inserirvi ciò che la produsse — se con qualcosa d’altro vuoi richiuderla ti si spalancherà sempre più grande.”
Le parole sono come cuscini: messe nel modo giusto, alleviano il dolore. Per questo nel programma di Self-Compassion alle parole viene dedicata tanta attenzione. La ragione è semplice: perché aprono il cuore. E un cuore chiuso non può incontrare né gentilezza né compassione.
Ma c’è un passaggio ulteriore — e questo è il cuore della diretta di stamattina. Le parole non servono solo nella relazione con noi stessi. Servono — e forse ancora di più — nella relazione con gli altri. Siamo animati da buone intenzioni. Sempre. Ma otteniamo un risultato che è connesso alle nostre difese, non alle nostre intenzioni. Le nostre emozioni non consapevoli finiscono nei nostri pensieri, e i nostri pensieri finiscono nelle nostre comunicazioni — spesso difficili, conflittuali, dolorose.
La poesia ci insegna un’economia delle parole. Trovare la parola giusta, che esprime proprio quello che vorremmo dire, senza disperderci. La Mindfulness Interpersonale ci chiede la stessa cosa: precisione, ascolto, silenzio prima di parlare. Come nella poesia: il silenzio prima del verso è importante quanto il verso stesso.
Chogyam Trungpa diceva una cosa che mi accompagna da anni: “Il concetto di haiku è esattamente questo: scrivere la mente. I pensieri non hanno bisogno di rossetto o cipria.” Ecco perché amo le poesie: perché la nostra mente è scritta come le poesie.
Vi lascio con le parole di Chandra Livia Candiani, che ho letto a chiusura della diretta. Nessuno dice le cose come lei.
“La tenerezza per me è un sentimento forte. Ci si arriva, è un percorso. Spesso diventiamo teneri dopo che la vita ci ha stagionato ben bene, stanato, sbocconcellato ma anche dopo aver conosciuto il male che facciamo a noi stessi indurendoci.
Chi è tenero non vuole farcela a tutti i costi, vuole sentire come sta e sentire come stanno gli altri. È sorella e fratello, non è genitore, non è maestro. La tenerezza sa stare alla pari, fianco a fianco, non è frontale.
Ecco la tenerezza trova misteri dove gli altri vedono problemi.”
E se quello che ho raccontato ti ha toccata, il protocollo di Mindfulness Interpersonale inizia il 13 aprile. Otto settimane per portare la consapevolezza nel luogo più intimo: le parole che diciamo agli altri. Le informazioni sono sul mio sito.
con grazia, grinta e gratitudine Nicoletta
© Nicoletta Cinotti 2026
Verso la tenerezza: il contenitore gentile della disciplina
Verso la tenerezza: il contenitore gentile della disciplina
Pratica gratuita | Il contenitore gentile della disciplina
"Dentro quel contenitore della disciplina, perché dovremmo essere così severi con noi stessi?"
— Pema Chödrön, Quando tutto si sgretola
La disciplina nella pratica è una struttura — come i trenta minuti in cui ci sediamo, come il ritorno al respiro ogni volta che la mente se ne va. Ma dentro quella struttura, l'invito è procedere con compassione. La disciplina interiore è tornare alla gentilezza, all'onestà, al lasciar andare. Trovare l'equilibrio tra il troppo stretto e il troppo largo.
Questa mattina nella nostra pratica condivisa abbiamo esplorato proprio questo: la differenza tra la fermezza che ci sostiene e la durezza che ci blocca.
È stata anche una mattina speciale, perché ci siamo ritrovate dopo l'evento di sabato al Teatro Strada Nuova di Genova — e ne portiamo ancora il calore. Ho condiviso con il gruppo la mia scoperta recente: il bellissimo libro di Giorgio Parisi sugli storni, che racconta la scienza e la poesia del volo collettivo. Lo stormo è una metafora che mi accompagna da tempo: invecchiare insieme, muoversi insieme, senza un leader fisso ma con un'intelligenza condivisa.
A proposito di stormo: stiamo raccogliendo le vostre "facce da stormo" — un album fotografico del nostro gruppo di donne over 50 che praticano insieme. Se vuoi partecipare, mandami la tua foto a [email protected].
Vuoi praticare con noi? Ogni lunedì ci ritroviamo per la pratica condivisa gratuita. Scrivimi per ricevere il link.
Nel mio libro "La gioia ribelle. La mindfulness e l'arte di invecchiare" trovi un intero percorso dedicato al coraggio di invecchiare insieme — con disciplina e con gentilezza.
Il coraggio dello stormo
Il coraggio dello stormo
25 marzo — PROTOCOLLO MBCT 8 settimane per cambiare la relazione con i tuoi pensieri Info e iscrizioni https://www.nicolettacinotti.net/corsi-mindfulness/il-protocollo-mbct-prevenzione-ricadute-depressive/
22-26 aprile — RITIRO DALLA MINDFULNESS ALLA HEARTFULNESS 4 giorni di silenzio a Casa Cares, Toscana Self-compassion, Brahmavihara, mindful writing Info e iscrizioni https://www.nicolettacinotti.net/corsi-mindfulness/dalla-mindfulness-alla-heartfulness-ritiro-silenzioso/
La cura per ogni cosa
La cura per ogni cosa
Trovi qui la diretta di approfondimento sul tema della solitudine
"Vai piano oggi, non avere fretta, non pensare alla prossima cosa da fare. Cammina tra gli alberi silenziosi. È incredibile quanto sono coraggiosi, quanto sono gentili." — Julia Fehrenbacher, La cura per ogni cosa
Questa pratica nasce da un invito semplice e radicale: perdonarsi. Perdonarsi per non aver soddisfatto le proprie irragionevoli aspettative. Perché siamo esseri umani, non dei — e questa è una buona notizia.
In questa meditazione guidata ci siamo lasciati accompagnare dalle parole di Julia Fehrenbacher per esplorare la pratica del lasciar andare: aprire una finestra anche se fuori fa freddo, sedersi, chiudere gli occhi, respirare. Permettere a tutto ciò che pulsa in noi di scorrere — attraverso le ciglia, i polpastrelli, le dita dei piedi nudi. Respirare fino a non avere più bisogno di essere diversi da quello che siamo.
È una pratica di gentilezza verso sé stessi. Una cura che non richiede nulla se non la disponibilità a fermarsi.
Vuoi praticare con noi? Ogni lunedì ci ritroviamo per la pratica condivisa gratuita. Scrivimi per ricevere il link.
Se questo tema ti parla, nel mio libro "La gioia ribelle. La mindfulness e l'arte di invecchiare" trovi un percorso per imparare a stare con quello che sei — senza fretta, senza correzioni.
