Podcast di Nicoletta
In questa pagina troverai diversi tipi di podcast: meditazioni, riflessioni sul Reparenting, su Mindfulness ed emozioni e temi generali di psicologia. Potrai scegliere gli argomenti di tuo interesse nel menù a tendina, “Filtra per categoria”.
Questo è un modo nuovo per accompagnarti nella tua vita quotidiana (e il meglio deve ancora venire!)
Comunicazioni Mindful: Una guida alla consapevolezza nelle relazioni
Comunicazioni Mindful: Una guida alla consapevolezza nelle relazioni
Il video esplora come la mindfulness possa trasformare la nostra comunicazione quotidiana, offrendo strumenti pratici per sviluppare relazioni più autentiche e consapevoli. La comunicazione è un bisogno reciproco fondamentale ed è importante riconoscere l'interconnessione nelle relazioni e il passaggio da una prospettiva "io-centrica" a una relazionale Il video enfatizza che la comunicazione mindful non è una tecnica da apprendere ma un processo di trasformazione personale che richiede pratica costante e pazienza. L'obiettivo finale è sviluppare una comunicazione più autentica e compassionevole, basata sulla consapevolezza del momento presente. È possibile lavorare su questi aspetti attraverso il Protocollo di Mindfulness Interpersonale
È un programma che si rivolge a praticanti di mindfulness, professionisti della comunicazione, terapeuti e chiunque sia interessato a migliorare la qualità delle proprie relazioni interpersonali.
Mindful aging: La curva a U della felicità
Mindful aging: La curva a u della felicità
Invecchiare è un’arte: guida alla felicità senza data di scadenza
Il Centro Studi sulla longevità di Stanford ha rivoluzionato la nostra comprensione dell’invecchiamento attraverso una serie di studi longitudinali che hanno rivelato un fenomeno sorprendente: la “curva U” della felicità. Questa ricerca ha dimostrato che il benessere soggettivo segue un modello prevedibile lungo l’arco della vita:
La curva a U della felicità: un’analisi approfondita
- Fase Discendente (35-50 anni)
- Periodo caratterizzato da intense pressioni professionali
- Competizione costante e stress accumulato
- Focus eccessivo sugli obiettivi materiali
- Diminuzione graduale della soddisfazione percepita
- Punto di Svolta (50 anni)
- Riallineamento delle priorità personali
- Maggiore accettazione di sé
- Riduzione della pressione competitiva
- Inizio della risalita del benessere percepito
- Fase Ascendente (post-50)
- Aumento significativo della soddisfazione personale
- Maggiore capacità di godere dei risultati raggiunti
- Sviluppo di una prospettiva più equilibrata
- Livelli di felicità che superano quelli della giovane età adulta
Partecipa al mio progetto Mindful aging: un viaggio oltre gli stereotipi e al mio ritiro "Invecchiare con grazia e grinta"
Il carattere narcisista e le sue relazioni affettive
Il carattere narcisista e le sue relazioni affettive
Il narcisismo denota un investimento sull'immagine di Sè che è sproporzionato rispetto alla consapevolezza del roprio Sé reale. Anche se è normale avere un interesse per la propria immagine lo spostamento di identità dal sé all'immagine, che si verifica nel narcisismo, realizza ed esprime una condizione di sofferenza che può ivere diversi gradi di importanza. Perché essere narcisisti non è sano e può produrre relazioni molto tossiche.
Se vuoi approfondire l'argomento ti suggerisco il mio libro "Amore, mindfulness e relazioni" Hoepli editore
Ascolta la diretta per saperne di più!
Delusioni, illusioni amorose e parti esiliate
Delusioni, illusioni amorose e parti esiliate
Le nostre parti esiliate vivono nel territorio delle ombre. Sono parti che aspettano il nostro ascolto. Parti che abbiamo allontanato perché troppo dolorose, troppo ribelli, troppo inadeguate. Spesso sono parti che hanno subito una delusione amorosa. È vero: non possiamo far comandare la nostra vita dalle parti esiliate ma qualsiasi esilio deve avere un termine perché abbia avuto un senso. E il momento in cui termina l’esilio tutte le nostre forze, le nostre risorse iniziano a tornare insieme. A volte esiliamo delle parti di noi per stare con un uomo. A volte esiliamo delle parti di noi per stare da sole ( e lo stesso vale a ruoli rovesciati per gli uomini) ma prima o poi l’esilio deve finire per tornare quelle che siamo: intere. Nostre. Uniche.
Ho spiegato il mio abbandono
sul tavolo, come una mappa.
Ho disegnato l’itinerario
verso il mio luogo al vento. Alejandra Pizarnik
SE vuoi conoscere il mio lavoro di mindfulness e reparenting ti suggerisco "Genitori di sé stessi. Mindfulness e reparenting" Enrico Damiani Editore. Un libro che offre file audio di pratica ed esercizi
Oppure partecipa al mio ritiro estivo "Reparenting ourselves. Diventare genitori di sé stessi"
L’autocritica e la vergogna
L'autocritica e la vergogna
La vergogna ha molte sfumature: è quella della pronuncia sbagliata, della frase maldetta. È la vergogna del non sapere, quando, invece, credo che dovrei sapere. Ha una qualità di immobilità che, per un attimo, fa fermare il mondo, oltre che me stessa. Perchè mi sembra che tutti, in quel momento, possano sapere che cosa ho combinato. Non è mai dentro le mura di casa, in quel caso l’intimità rende la vergogna impossibile. È la vicinanza con i conoscenti, quelli che non sai se li conosci. È con loro che la vergogna continua a prosperare. Quello che succede in me diventa interessante: inizio a tendermi, come se fossi un elastico, per arrivare dove immagino che l’altro vorrebbe che fossi. Mi sforzo come se da questo dipendesse molto. La disapprovazione accende la vergogna, l’approvazione la spegne ma l’interruttore è lì tra le orecchie e il cuore. Perchè per vergognarsi basta cogliere un tono tra le righe.
Il punto è che la vergogna sta sempre in una relazione e a volte ci sembra che, per aver cura di quella relazione, dobbiamo fare quel piccolo sacrificio che mette quello che facciamo davanti a chi siamo. È la paura della perdita il vero motore della vergogna. Paura di perdere la considerazione dell’altro. Così torniamo sempre alla vecchia amica che spaventa tutti: perdere.
Non perdo più proprio perchè, paradossalmente, lascio andare. Lascio andare la lotta per essere migliore e restituisco spazio ad essere chi sono. Lascio andare la lotta per essere speciale “quella brava”, e restituisco spazio al piacere di essere, così come sono. Lascio andare perché non mi vergogno più dell’errore che ha la grazia del presente e non la perfezione di un momento che non ho ancora vissuto.
Quando parlo di nascondere la verità non faccio riferimento ai tradimenti sentimentali ma, piuttosto, a quelle piccole verità su di noi che nascondiamo per paura che suscitino rifiuto. Il modo migliore per evitare di essere controllati è essere sinceri, sapendo che l’accondiscendenza non elimina il rischio di perdere l’altro, ma garantisce la possibilità di perdere sé stessi. Cinotti, Nicoletta. Amore, mindfulness e relazioni Hoepli.
