Podcast di Nicoletta
In questa pagina troverai diversi tipi di podcast: meditazioni, riflessioni sul Reparenting, su Mindfulness ed emozioni e temi generali di psicologia. Potrai scegliere gli argomenti di tuo interesse nel menù a tendina, “Filtra per categoria”.
Questo è un modo nuovo per accompagnarti nella tua vita quotidiana (e il meglio deve ancora venire!)
Pratica sulla vergogna
Pratica sull'inquietudine
Oggi il mio cuore superbamente alberga nel suo immenso malumore. Addio. Pazienza Patrizia Cavalli Vuoi ricevere i miei contenuti premium? Iscriviti su substack https://substack.com/@glikanera
Dire la verità
Mindful aging: la bellezza, l'età e i segni del tempo
Dire la verità è passare dall’indicibile al dicibile. Un processo che libera ma non è istantaneo. È un viaggio che può durare anni perché alcune verità hanno una lenta maturazione. Altre fioriscono e sfioriscono in un giorno. Altre ancora, come orchidee durano molto a lungo Estate: un frutto maturo. https://www.nicolettacinotti.net/cors... #verita #rettaparola #mindfulness #selfcare #selfcompassion✔️ #meditazione #mindfulness #crescitapersonale #selfcompassion
Il coraggio e il cambiamento
Il coraggio e il cambiamento
Non ho mai pensato troppo al coraggio fino a che non mi sono accorta che avevo paura. Paure specifiche, ragionevoli ma non razionali. Quelle paure ipotetiche che sembrano sempre molto possibili ma che sono, invece, fantasmi. Perché la paura è così. Fa sembrare reali i nostri fantasmi e trasforma le ombre delle nostre giornate in un buio molto più grande. Evitare quello che mi fa paura non serve a molto. Lo fa crescere silenziosamente. Adesso non ho altri rimedi che guardare, con coraggio, proprio in faccia la mia paura. Più mi metto di fronte a lei, senza troppe armature, più le cose quotidiane fluiscono. Questo virus mi sta insegnando tante cose: mi ha insegnato quali sono le persone su cui posso contare davvero; mi ha insegnato che più sei piccolo e leggero e meglio è. Mi ha insegnato che il cambiamento va guardato in faccia con coraggio. Mi ha insegnato che non si può scappare perché la nostra vita ci raggiunge dovunque. Mi ha insegnato che, a volte, il coraggio non è abbastanza ma è sempre necessario. Per trovarlo ho scovato un piccolo trucco: riporto le cose che mi fanno paura al cuore. Le guardo stando lì. Le illumino con tutte le qualità che il cuore contiene: un po’ di misericordia, un quanto basta di compassione e poi tutto l’affetto che posso trovare in circolazione. Ci respiro dentro accettando l’agitazione e mi vengono in mente i barattoli da cocktail e il selz che usavano nel bar dei miei genitori. Adoravo il selz, perché i bambini amano tutto quello che brilla, che eccita, che fa sognare. Adesso guardo alla mia vita con coraggio: il selz ce lo mette lei. Torniamo a casa in noi stessi e parliamo al piccolo bambino o alla piccola bambina dentro di noi, ascoltiamolo e rispondiamogli in modo diretto (…) Il nostro bambino o la nostra bambina interiori sono ancora lì e possono essere profondamente feriti. Li abbiamo trascurati per molto tempo. Dobbiamo ritornarvi e confortarli, amarli e prendercene cura. Thich Nhat Hanh Domani, 8 Giugno a Milano, presso la Fondazione il Lazzaretto con "Vulnerabili guerrieri" lavoraremo sul coraggio e sul nostro punto dolce Se vuoi essere informata/o sulle mie attività iscriviti alla NL https://www.nicolettacinotti.net/iscr...
Portare e non sop-portare
Portare e non sop-portare
Monologo del Non ne posso piú Non posso non voglio non piú posso non piú posso tenere la sopportazione. Non ne posso piú del vociato mondo che saltimbecca nel mio scrigno delle bellezze senza complimenti Mi saltimbecca e lo trovo piatto quel suo percorrere le mie distanze, suo sgambettare verso il risultato. Io non do risultato, sono nei millimetri corti della mia battaglia di paralitico, e muoverò quel dito che sta sudando e sta tremando e sta in raccolta delle forze del cielo e sta puntando il cielo e sta a suo modo invocando - trasmettendo - ascoltando. Non ne posso piú del piatto guardarmi da dentro quelle facce dentro quei loculi dell'occhio, da quel rumore di esseri consegnati al giro dell'anno con le festività e i circuiti stampati nel ronzio. Non ne posso piú di stare senza la vertigine, lontano dal tumultuato petto, nella coperta delle protezioni, che voglio esporre le mie sette vite a tutti i venti e consumare tutta questa pelle e fare vela nel grande aperto del fiore, nello sconfinato amore di questa palla increpata che mi piace si butta giù nelle costellazioni e mi pilota sempre verso oriente, mentre dormiamo Non posso non voglio non più posso non più posso tenere la sopportazione Mariangela Gualtieri Fuoco centrale Se desideri ricevere i miei contenuti iscriviti alla NL gratuita https://www.nicolettacinotti.net/iscr...
La trappola della felicità
Mindful aging: la bellezza, l'età e i segni del tempo
Per essere felici, ormai l'abbiamo capito, dobbiamo chiederci che cos'è per noi la felicità e darci gli strumenti per coltivarla, a prescindere dalle circostanze esterne. Tutti noi abbiamo questa capacità di esplorazione e di giusta risposta, basta darcene l'opportunità. Il nostro lavoro quindi consiste nel prestare attenzione a quando sorge la felicità e nel rimuovere gli ostacoli interiori che incontriamo, perché quelli esterni spesso non sono modificabili. Possiamo provare felicità se nella nostra vita proviamo anche sentimenti di infelicità? Sì, possiamo. C'è una storia che mi piace molto. È la storia dell'uomo che cercava le chiavi sotto un lampione nel buio della notte. Un passante si offrì di aiutarlo e iniziarono a perlustrare insieme il cono di luce del lampione fino ai bordi dell'oscurità. Alla fine, il passante chiese all'uomo dove avesse perduto le chiavi esattamente e l'uomo indicò un punto nel buio piuttosto lontano dal lampione. «Ma, scusi, perché allora le cerca qui?» «Perché qui c'è la luce!» Ecco, con la felicità rischiamo di fare la stessa cosa: non la cerchiamo dove l'abbiamo perduta ma dove ci sarebbe più facile ve-derla. L'invito è, invece, a domandarsi dov'è La felicità è timida: vuole essere sicura che la desideriamo davvero e sa che noi potremmo oscurarla con comportamenti distruttivi o ignorarla confondendola con il successo o con uno dei suoi surrogati. Quella bella ragazza della felicità richiede un'attenzione gentile. In cambio ci darà altrettante attenzione e gentilezza e non ci tradirà mai sposando qualcun altro! Esercizio del giorno Chiediti: “Dov’è in questo momento la mia felicità”. Farsi questa domanda è necessario perché nei momenti difficili è possibile perdere il filo della felicità. Trovi approfondimenti su questo tema su “Mindulness in cinque minuti. Pratiche informali di ordinaria felicità”, Gribaudo Editore
