Ti capita mai di sentire il tuo cuore battere come un tamburo, la pressione salire o scendere improvvisamente, l’attenzione restringersi su una sola cosa, i pensieri farsi rapidissimi oppure bloccarsi come un disco rotto e, in una parola, sentirti intrappolato o intrappolata come se fossi finito in un agguato?
In quei momenti viene spontaneo cercare una via di fuga. Attaccare o fuggire, a seconda delle circostanze con la sensazione che quello sia l’unico modo per salvarsi. Ti dò una buona notizia: questi sono solo i segnali che la tua amigdala è bella accesa e non che quello che succede è un pericolo mortale. Anzi, la tua amigdala, da buona illusionista, è capace di farti credere che la soluzione migliore sia attaccare o fuggire ma, in questo modo, ti metterà di nuovo nei guai, in un’altra situazione dalla quale dovrai scappare o nella quale dovrai attaccare. È l’intensità delle sensazioni fisiche che ti convince di essere a rischio non è la realtà dei fatti.
Sensazioni fisiche che, se ti fermi e ti dedichi uno po’ di tempo per calmarti, svaniranno, perché la nostra amigdala è un animale basilare: con parole gentili, contatto e rallentando si placa, proprio come succede agli animali. Se, invece, scappi, il sollievo è immediato ma momentaneo perché penserà, un’altra volta, di aver avuto ragione. Non scappare: non permettere che l’ansia abbia sempre la meglio su tutto. Torna a casa. Torna al respiro
L’ansia non è sempre patologica ma è sempre percepita dall’io come una minaccia. Quando diventa uno stato cronico altera il nostro rapporto con la realtà. Diventa come la luce del fuoco che proietta la nostra immagine, rendendola gigantesca, sulle pareti della caverna della mente. Spento il fuoco ci rendiamo conto che l’unica cosa davvero gigantesca era la forza della nostra paura. Forse l’unica cosa che abbiamo veramente bisogno di fare per sconfiggere l’ansia è imparare a protendersi, a stare in quell’equilibrio instabile che trova significato nell’incertezza del risultato, nell’incertezza del piacere. da Mindfulness ed emozioni
Pratica di mindfulness: Il filo del respiro
© Nicoletta Cinotti 2023 Il protocollo MBSR online
Se l’ansia ti preoccupa partecipa alla diretta di sabato 14 Ottobre alla 9 sulla mia pagina IG
La rabbia può avere livelli diversi, dall’irritazione alla furia. Salire lentamente o velocemente; può avere diverse durate. Per alcuni è un rapido scoppio, per altri una lunga marea. Alcuni non possono trattenersi dall’esprimerla, altri non lo farebbero mai. Ma anche chi non la esprime può passare ore a fantasticare su come “avrebbe messo a posto” (con le mani o con le parole) la persona che gli ha suscitato rabbia.
La rabbia è una delle cinque emozioni di base insieme al disgusto, alla paura, alla gioia e alla tristezza. Questo vuol dire che è presente fin dalla nascita e che è presente in tutte le culture studiate finora. Può far emergere, come emozioni secondarie, vergogna, orgoglio o imbarazzo. Nel mio libro, 
