Facciamo molto per le persone che amiamo. A volte anche troppo: Li curiamo, li aspettiamo, li pensiamo. Poi vorremmo che succedesse anche l’opposto. Vorremmo essere curati, aspettati, pensati.
Come se la relazione fosse uno scambio di turni: prima tocca a te (perché ti amo) poi tocca a me (perché mi ami). Come se fosse una partita di tennis, a scacchi. Un gioco a turni. Con regole precise, molto spesso socialmente condivise.
Se il turno non viene rispettato la relazione entra in sofferenza. Cominciamo a nutrire dubbi, ci sentiamo trascurati. Abbiamo bisogno di venir rassicurati. Qualcosa ha fatto indietreggiare il nostro cuore e diamo la colpa a qualche irregolarità nei turni della relazione, nel suo dare e ricevere. Non è questo: è che una relazione, per essere sana, non ha turni. Siamo insieme.
Se abbiamo bisogno dei turni per essere in relazione, qualsiasi rottura delle regole, qualsiasi aspettativa mancata può produrre una proliferazione mentale. Iniziamo a fare ipotesi e il cuore lascia il posto alla mente. Una relazione però non ha turni: è reciprocità. Pensarla come se fosse uno scambio a turni ci confonde. Lo facciamo perché è impegnativo aprirsi e così – il fatto che l’altro si sia esposto o abbia già ricevuto – spesso è quello di cui abbiamo bisogno per fidarci e permettere quell’apertura che è necessaria perché la relazione cresca.
La vera intimità però nasce quando dimentichiamo i turni e siamo, semplicemente, insieme.
La diversità è una risorsa e il modo migliore per accoglierla è proprio lo stesso che abbiamo quando siamo innamorati: interesse, curiosità e non giudizio. Cinotti, Nicoletta. Amore, mindfulness e relazioni (Italian Edition) (p.27). Hoepli. Edizione del Kindle.
Pratica di mindfulness: Dare e ricevere compassione
© Nicoletta Cinotti 2023 il Programma di Mindful Self-compassion
