Bisogna essere sinceri: vivere con noi stessi può non essere facile nemmeno per noi. È per questo che passiamo tanto tempo in una sorta di garbato galleggiamento dal quale usciamo malvolentieri.
D’altra parte l’intimità, qualsiasi intimità, non è un treno espresso. È piuttosto una specie di corriera, quei vecchi autobus che salgono, con tante soste, tra un paese e l’altro. Con molte fermate e anche un capolinea.
Al massimo facciamo paragrafi di intimità: brevi eppure così preziosi. Perché l’intimità fa paura. Per la sua forza primitiva e rivoluzionaria. Fa paura con noi stessi, figuriamoci con un altro. Che rimproveriamo perché sfugge all’intimità con noi.
Che beffa del destino essere più curiosi dell’intimità con l’altro che con noi stessi. Come se, per entrare nel territorio dell’intimità, la dovessimo prendere alla lontana. E allargare molto il raggio della curva, come si fa in certi tornanti di montagna.
Fai tutto lo spirito che desideri. Ma scegli con cura. Si è ciò che si ama. No? Si è, solo ed esclusivamente e completamente, ciò per cui si morirebbe senza pensarci due volte.David Foster Wallace
Pratica del giorno: Intimi con il respiro
© Nicoletta Cinotti 2022 Il programma di Mindul Self-compassion
