Se c’è un’età della vita in cui siamo creativi è l’adolescenza. Se c’è un’età in cui siamo disponibili a correre rischi è sempre l’adolescenza. Non tutte le adolescenze sono così ma chi ha avuto un’adolescenza tranquilla poi deve andare a riprendersi il coraggio di rischiare e anche la tendenza a rompere le regole perché diventare grandi in sordina, senza ribellione, senza esagerazioni, senza errori significa, molto spesso, diventare degli adulti tristi.
Riprendersi l’adolescenza non significa necessariamente vestirsi come se avessimo vent’anni di meno o scegliere partner molto più giovani (come se avessimo vent’anni di meno). Significa piuttosto accettare di mettere un po’ più di rischio nella nostra vita. Osare, perché quasi tutto quello che ha significato è qualcosa che abbiamo realizzato correndo un rischio. Se la nostra vita ci sembra senza scopo, domandiamoci qual è il rischio che stiamo evitando di correre.
Anziché combattere ansia e paura in tutti i modi, proviamo a coltivare uno spazio di coesistenza con queste due emozioni, scendiamo a patti con la realtà: essere sempre al sicuro non è gratis. Quando evitiamo di correre rischi rimaniamo imprigionati nell’abitudine della sicurezza. Come dice Gregg Krech, quando riflessione e rischio si sommano riusciamo a scegliere cose che hanno senso per la nostra vita. In adolescenza non avevamo la riflessione ma solo il rischio, temuto o agito. Da adulti possiamo correre più rischi grazie al fatto che possiamo riflettere ma riflettere senza osare significa ristagnare. Imparare l’arte di correre rischi significa uscire, in pratica, dalla prigione del perfezionismo e coltivare l’arte di passare all’azione
Osare crea ansia, ma non osare significa perdersi. Søren Kierkegaard
Pratica di mindfulness: Compassione per il Sé ansioso
© Nicoletta Cinotti 2024 Il programma di Mindful self-compassion very early bird



Cosa c’entra in tutto questo il pilota automatico?Tutti noi sappiamo cosa vuol dire fare certe cose automaticamente. A volte è molto pratico poter preparare la cena senza troppa fatica, arrivare in ufficio “senza pensarci” e, come si dice spesso “andare di default” nel fare certe cose che conosciamo molto bene.
