
L’immaginario della vacanza è radicato: luoghi bellissimi, felicità e divertimento. Molte volte va così. Se per caso non va così il fantasma di una vacanza sbagliata può perseguitare molto a lungo. Perchè nella vacanza sbagliata c’è sempre un colpevole esterno e, purtroppo, un colpevole interno, che ha scelto quella vacanza con noi. Ogni volta che ricordiamo la sfortunata avventura, l’episodio si arricchisce di nuovi particolari e avviene una distorsione: quella che ci fa percepire cose senza importanza come se fossero tragedie. Pronte ad essere ritirate fuori anche quando l’argomento iniziale della discussione è di tutt’altra natura. Magari hai dimenticato di lavare la camicia preferita o di comprare il latte e dopo dieci minuti stai parlando di quello che è successo durante la vacanza, 5, 10, 15 anni prima.
Perché te lo racconto?
Perché questo non succede solo con le vacanze ma con le esperienze nei confronti delle quali abbiamo una aspettativa molto alta. Oppure succede con le piccole interruzioni della vita quotidiana: qualcosa va male e invece che chiudere e dire “È andata così” teniamo lì il trauma pronti a ritirarlo fuori appena dobbiamo colpevolizzare qualcuno o compatirci.
Potremmo smetterla? Anche le condanne prevedono una fine pena. Potremmo decidere che da oggi tutte le sfortune passate cadono in prescrizione? E tutte le volte che riemergono – perché tanto riemergono di sicuro con l’allenamento che abbiamo fatto per tenerle vive – le prendiamo per quello che sono: trigger point del dolore da non stimolare?
Unica controindicazione: potremmo trovarci senza argomenti nelle liti per futili motivi!
L’universo sfugge al nostro controllo e cerchiamo di solidificarlo con le nostre difese, con la nostra memoria generalizzante che, a partire da uno o più episodi sfortunati, pretende di sapere prima come andrà a finire e anche di saperlo evitare. Non è vero, ma facciamo di tutto per crederci. Cinotti, Nicoletta. Genitori di sé stessi (la pietra filosofale) (Italian Edition) (p.161). Enrico Damiani Editore. Edizione del Kindle.
Pratica di mindfulness: Addolcire, confortarsi, aprire
© Nicoletta Cinotti 2023 Il protocollo MBCT online
