
Qualche mese fa mi è arrivato in regalo dall’editore questo piccolo libro dal titolo convincente, “Pensa meno, pensa meglio” di Jon Acuff
La sua idea – espressa un po’ enfaticamente come spesso succede agli autori americani di successo – parte da uno dei principi cardini dell’ MBCT (il protocollo per la prevenzione delle ricadute depressive). L’idea è che i pensieri non sono fatti, anche se noi abbiamo la pericoloso tendenza a prenderli sempre per veri. Una tendenza che può sembrare innocua ma la cui pericolosità si rivela di fronte all’autocritica, al biasimo e ai rimproveri che ci facciamo quando siamo in una condizione di vulnerabilità.
Questi pensieri hanno un carattere ripetitivo che andrebbe valutato con tre domande: questo pensiero è la verità?è utile? è gentile? Già così capisci che partiamo davvero bene. Costruiscono della playlist negative che l’autore suggerisce di silenziare con 5 strategie che lui usa abitualmente:
- La corsa. Come dico spesso, per abbassare il volume dei pensieri è importante alzare il volume del corpo. La corsa è solo un esempio ma tutte le attività fisiche vanno bene. Il problema è che i pensatori seriali preferiscono il divano al movimento.
- Le scatole dei Lego, ossia fare qualcosa che richieda concentrazione e abbia una certa complessità. Qualcosa che ci permetta di vedere, passo passo i risultati. Perché il problema dei pensatori seriali è che si scoraggiano facilmente!
- Delle liste di pensieri antagonisti ( e questa è la soluzione che mi lascia più perplessa) da usare per combattere le playlist negative.
- Portare avanti e completare piccoli compiti (uno spoiler: questa sarà la recensione della prossima settimana!)
- sentire degli amici.
- In realtà fa un elenco di ben 50 attività che a suo avviso abbassano il volume dei pensieri negativi. Alcune sono discutibili, come bere un caffè, visto che la caffeina aumenta l’ansia. Altre sono divertenti, come sedersi su un’altalena in un parco
In una parola il vero antidoto contro il pensare troppo è spostare l’attenzione su un’azione e fare attenzione alle parole che indicano che i tuoi pensieri stanno prendendo una brutta piega. Le parole critiche sono, sempre, tutto, niente, nessuno. Anche qui riprende un tema del protocollo MBCT che mette in guardia contro la memoria generalizzante. La conclusione che ti dico solo in parte è domandarti, “mi sto concentrando sul problema o sulla soluzione?” Lascio a te la risposta e la lettura del libro: è piccolo, leggero e gradevole, adatto all’ombrellone ma anche allo zaino, copertina flessibile e un’idea vincente: pensare troppo è d’intralcio!
Jon Acuff, Pensa meno, pensa meglio, Apogeo Editore (Questo link porta a Amazon. Se lo compri con questo link Amazon mi riconosce qualche centesimo che investo in libri:-))
© Nicoletta Cinotti 2024 Addomesticare pensieri selvatici
