Diciamo la verità, Novembre non ha una buona fama. L’umore si abbassa, la luce diminuisce, le ricadute di qualsiasi cosa aumentano e tutti ci domandiamo, “Quanto manca a Natale?” Non perché Natale sia una giornatina facile facile ma perchè di solito abbiamo qualche giorno di vacanza e poi ci sembra già che vediamo l’uscita dal tunnel (o almeno ci speriamo). Così quando il team Zandegù mi ha chiesto di parlare dio stress e burn out proprio a Novembre non mi sono sorpresa e ho cercato di non dare troppe cattive notizie! (ma forse qualcuna di troppo c’è stata!
Le domande di Marco
D. Un altro elemento che emerge è come il burnout e lo stress lavorativo si manifestino in modo diverso nelle prime fasi di carriera rispetto a chi ha già più anni di esperienza professionale. Addirittura il 62,9% ha tra i 25 e i 34 anni. Come ti spieghi questo dato?
Questa domanda rivela un aspetto importante, ossia il ruolo preventivo che ha l’aver sviluppato esperienza in un settore. L’esperienza ci permette di ridimensionare le difficoltà, ci offre una visione più realistica di come funzionano i gruppi di lavoro e ci consente di sviluppare una propria filosofia di vita. Tutti elementi preventivi rispetto allo stress.
La consapevolezza del tempo che passa e delle sue curve è piena di stereotipi. Il primo e più resistente è che invecchiare significhi sempre e comunque perdere. Il Centro Studi sulla longevità di Stanford ha dimostrato che questo non è vero. O meglio è vero in una maniera sorprendente. La curva della felicità – intendendo come felicità il benessere soggettivamente percepito – tende a diminuire man mano che ci avviciniamo ai 50 anni e – con grande sorpresa – dopo i 50 anni inizia a risalire per assestarsi su valori simili e superiori a quelli dell’ingresso nell’età adulta.
Come mai? Perché dai 35 ai 50 lottiamo per avere successo, siamo nel pieno della attività produttiva, e incontriamo le difficoltà relative al raggiungimento dei nostri obiettivi, entrando in una competizione che toglie sapore alle giornate quotidiane, troppo prese dalla fretta di concludere qualcosa. Inoltre per le donne il picco basso della felicità attorno ai 50 anni coincide con il momento in cui, oltre ai consueti impegni familiari, devono iniziare a prendersi cura anche dei propri genitori. Per questa ragione è il momento di massimo picco nello stress! Se vuoi saperne di più leggi questo articolo. Qui trovi una pratica dedicata alla compassion fatigue
D. Secondo la tua esperienza, quali sono i segnali precoci di burnout che i lavoratori e le lavoratrici dovrebbero riconoscere per intervenire tempestivamente per evitare che ci sia poi una cronicizzazione dei sintomi?
I segnali sono diversi e molto fisici, oltre che emotivi:
- ingrassare o avere sempre fame di carboidrati; (qui ti racconto perché lo stress fa ingrassare);
- i disturbi del sonno;
- aumento di cortisolo;
- il rapporto tra il punto vita e i fianchi, il grasso da stress è prevalentemente addominale;
- sentirsi offuscati, bloccati o essere troppo accondiscendenti;
- una maggiore irritabilità anche per piccoli fastidi;
- proliferazione mentale;
- distrazione;
- difficoltà sessuali;
- abuso di alcol e fumo.
D. Chiudiamo con un po’ di positività dopo aver dato tanti numeri preoccupanti. Il burn-out si può affrontare e si può anche superare. Nel tuo approccio terapeutico, quali tecniche specifiche utilizzi per aiutare chi soffre di burnout a ricostruire il proprio benessere psicologico e ritrovare un equilibrio?
Allora provo a mettere insieme sette consigli, che, come succede sempre ai consigli, saranno letti avidamente e dimenticati prontamente (scherzo)!
1. Quando si tratta di relazioni, puntate sulla qualità, non sulla quantità
Avere tante relazioni con amici, familiari, colleghi, compagni di classe, vicini di casa e altro ancora sono preziose e arricchiscono la nostra vita. Tuttavia, la pressione che esercitiamo per mantenere tantissime relazioni può, a volte, essere dannosa.
Nelle settimane in cui ci si sente sovraccarichi, è importante imparare a dire di no a una cena fuori, a una giornata di volontariato per la raccolta fondi della scuola o a un viaggio di lavoro nel fine settimana.
2. Andare a dormire presto! Se alla fine di una lunga giornata vi rigirate nel letto e avete difficoltà a prendere sonno, provate a fare una meditazione di Metta per rilassarvi prima di andare a letto.
3. Prendersi una pausa dal ciclo dell’informazione che sta compromettendo la nostra salute mentale. È importante e necessario seguire le notizie, ma non dobbiamo seguirle a ogni ora del giorno. Invece, è bene fissare uno o due momenti al giorno per controllare gli ultimi titoli o guardare una trasmissione recente, e fare almeno due lunghe pause durante il giorno in cui non guardiamo mail. notiziari e social
4. Praticare un’alimentazione consapevole
La maggior parte di noi si sente meglio dopo aver consumato un buon pasto. Puoi praticare il mindful eating, o semplicemente prestare maggiore attenzione al pasto e iniziare ad assaporare ogni boccone, per sentirsi più sazi e soddisfatti più a lungo.
5. La padronanza emotiva. Quando siamo indaffarati, spesso entriamo nel pilota automatico: seguiamo i movimenti della nostra giornata senza soffermarci a notare come ci sentiamo veramente. Ma quando si seppelliscono le emozioni, si corre un rischio maggiore di esaurimento. Dobbiamo considerare tre argomenti in particolare: Cosa mi rende ansioso? Chi mi ha fatto soffrire e come? Che cosa mi rende felice?
“Le esperienze perdono almeno la metà del loro potere di innervosirci quando le abbiamo ripercorse nella nostra mente il giorno prima”, dice de Botton.
6. Lasciar andare. Anche se può sembrare difficile “mollare” qualcosa, alla fine è più appagante concentrare il proprio tempo e le proprie energie su qualcosa a cui teniamo davvero,che tenere l’attenzione su troppe cose
7. Vivere in un ambiente sano, che non vuol dire una casa di lusso ma una casa accogliente, sufficientemente organizzata e pulita.
Detto questo, poiché ogni stress è diverso (qui c’è un approfondimento per lo stress e il burn out degli operatori sanitari), scegli da dove partire, ma fai qualcosa perché lo stress è uno dei principali fattori d’invecchiamento fisico e mentale!
Bye Bye November!
© Nicoletta Cinotti 2024
PS: Grazie a Marco e a tutto Zandegù per l’invito
