Noi siamo della stessa materia dei sogni
e i sogni sgranano gli occhi
come bambini sotto i ciliegi.
Dalle loro cime la luna piena inizia
il corso d’oro pallido lungo l’ampia notte.
… non diversi affiorano i nostri sogni.
Sono là e vivono come un bambino ridente –
non meno grandi nel fluttuare su e giù
della luna piena che si desta dalle cime degli alberi.
L’intimo dell’animo è disponibile ai loro intrecci;
come mani spettrali in luogo chiuso
sono in noi e sono sempre vivi.
E tre sono uno: un uomo, una cosa, un sogno.
©Hugo von Hofmannsthal, Terzine sulla caducità, Crocetti editore
