Molti anni fa uscì un libro che lasciò il segno “Il dramma del bambino dotato”. Il bambino dotato non è quello che ha particolari capacità cognitive. È quello che sente troppo tutto e, per questa ragione, rischia di diventare molto condizionato. È quello che si abitua a dipendere dall’approvazione degli altri e che fa tanto per compiacerli. È dotato perché, senza tante parole, capisce le aspettative e si adegua a queste aspettative senza colpo ferire. Quella dotazione produce sensibilità e poi diventa, con gli anni, quella vulnerabilità narcisistica che trasforma ogni piccolo contrattempo in un grande problema.
Quei bambini o quella bambine dotate, una volta diventate adulti, scoprono che c’è una catena difficile da rompere: è la catena del senso di colpa. Farebbero a meno dell’approvazione altrui ma l’idea di deludere li fa sentire in colpa. Immaginano nei dettagli come si sentirebbe l’altra persona, delusa, e dimenticano di occuparsi di come stanno loro, a considerare i bisogni degli altri sempre più importanti dei propri bisogni.
La vera perdita però non è solo l’essere eccessivamente vulnerabili al senso di colpa. È anche finire per entrare in una spirale in cui il giudizio altrui è una catena difficile da sciogliere perché è la misura del proprio valore come persone. Ecco perchè è importante diventare genitori di sé stessi: per evitare che la misura del nostro valore la dettino gli altri. Non ci sono tante vie d’uscita: compassione per la propria sensibilità e compassione per l’altro che non sa, né può saperlo, quanto siamo delicati. La delicatezza di chi soffre di un eccesso di senso di colpa!
Il primo personaggio (assolutamente non in ordine di importanza) è il/la giudice, che si preoccupa del rispetto delle regole e di preservare la nostra appartenenza al gruppo e alla comunità. È un personaggio sensibile a tutte le emozioni sociali – come la vergogna, l’imbarazzo, l’umiliazione, il senso di colpa – e quando diventa troppo forte assume un carattere persecutorio: ci parla con una voce critica o autocritica e non sembra mai essere contenta/o di quello che facciamo. Cinotti, Nicoletta. Scrivere storie di guarigione (la pietra filosofale) (Italian Edition) Enrico Damiani Editore.
Pratica di mindfulness: Self compassion breathing
© Nicoletta Cinotti 2024 Scrivere storie di guarigione




