Questo libro, di Mariarita Sciortino, è un diario, il racconto del viaggio, personale e molto autobiografico, dell’incontro, nel cuore della propria vita, con una delle forme tumorali più aggressive: un cancro alle ovaie. Già dal titolo ci conduce in una direzione chiara, quella della medicina partecipativa in cui il paziente non è solo oggetto di cura ma protagonista attivo delle cure e delle scelte terapeutiche. Un partecipare alla cura che è tanto più necessario in patologie in cui il mindset gioca un ruolo importante, come nelle patologie oncologiche.
Intanto è una storia a lieto fine: conosco Mariarita e posso dire che ha brillantemente superato questo grosso ostacolo incontrato davvero da giovane. Un incontro che ha comportato tutto quello che un cancro implica: interventi chirurgici, chemioterapia, timori e perdite su vari piani.
Il libro ha diversi meriti: il primo, impagabile, è che non ha mai toni drammatici, anche quando la situazione è difficile Mariarita mantiene un tono equilibrato e sereno. L’altro merito è che affronta, senza polemiche, le difficoltà che ha superato mettendo sempre a fuoco l’aspetto delle risorse. Tra le varie difficoltà è inclusa anche la perdita della possibilità di avere figli, una perdita che forse sarebbe stata aggirabile se, durante il primo intervento, fossero stati prelevati degli ovociti. Ciononostante non c’è altro che una nota per sottolineare come, a volte, basterebbe vedere la persona e non solo la malattia per fare scelte che danno più respiro alla vita.
Infine questo libro ha un altro merito: affrontare (e informare) sui vari aspetti della malattia, da quelli estetici a quelli sessuali e professionali, accompagnando la lettura con le riflessioni psicologiche e relazionali che un incontro così forte porta inevitabilmente con sé.È un libro che offre serenità e speranza rispetto a un tema che, molto spesso, suscita solo profezie negative!
Mariarita Sciortino,
