Ascoltare è la prima cosa che impariamo a fare: molto prima di imparare a parlare viviamo in un mondo dove l’ascolto – con gli occhi, con le orecchie e con il cuore – domina le nostre giornate.
Eppure ascoltare è qualcosa che facilmente dimentichiamo. Dimentichiamo com’è ascoltare noi stessi ma dimentichiamo anche com’è ascoltare gli altri. In parte perché pensiamo che ascoltare sia solo qualcosa che avviene con le orecchie.
Non è così. Se chiudiamo il cuore perdiamo tanto della nostra capacità di ascolto. Se chiudiamo lo sguardo ne perdiamo altrettanto. Se chiudiamo la mente l’ascolto diventa solo un insieme di informazioni dal significato povero e scarno.
Abbiamo bisogno – per ascoltare – di due ingredienti: la generosità della pazienza e il silenzio dal chiacchiericcio interiore. Perché questi due ingredienti possano entrare nel nostro ascolto coltiviamo la serenità e la stabilità della pratica formale. Infatti la concentrazione che permette l’ascolto non è costrittiva ma è piuttosto la libertà di una mente senza la tirannia del passato, o l’anticipazione del futuro. Per affacciarsi alla ricchezza di quello che succede proprio adesso. E ascoltarlo.
Il più grande complimento che abbia mai ricevuto è stato quando qualcuno mi ha chiesto cosa pensavo e ha aspettato la mia risposta. W. Thoreau
Pratica di mindfulness: La meditazione della montagna
© Nicoletta Cinotti 2023

Siamo apparentemente comodi nella nostra comfort zone ma molto spesso è un’area in cui evitiamo il conforto e abitiamo la resistenza. Stiamo lì, aggrappati alle nostre difese, convinti che uscire dal rifugio sia terribilmente scomodo ma, in questo modo coltiviamo la resistenza e impediamo proprio quel cambiamento che, a parole, dichiariamo di volere.
Una delle idee base dell’approccio analitico bioenergetico, derivato dal lavoro di Reich, è che ognuno di noi ha dei processi di auto-regolazione che esprimono la nostra tendenza naturale per la crescita, l’apprendimento e l’auto-correzione. Tendenze che si realizzano quando le condizioni sono favorevoli. Mentre le tendenze di tipo conservativo, basate sulle resistenze e sui blocchi, a lungo andare svuotano l’energia psichica, le tendenze motivazionali che si realizzano attraverso la crescita auto-regolata, sono portatrici di energia e vitalità.
Questa forza di cambiamento è un movimento autoregolato che spinge alla massima vitalità e autenticità possibile e che ha guidato la nostra crescita. Questo processo ha una controparte motivazionale nella resistenza al cambiamento costituita dalle nostre difese caratteriali e dalle nostre
Le emozioni, come dice Damasio, sono profondamente legate al cambiamento, sono quegli elementi che parlano di noi e della nostra storia, oltre che del nostro presente. La motivazione è intrinseca all’emozione che ha, dentro di sè, l’impulso all’azione.
