Siamo cresciuti con l’idea che emozione e ragione siano due diversi domini. Non importa quale dei due riteniamo superiore. Forse abbiamo anche avuto l’idea che l’uno sia superiore all’altro. Ci sembra bizzarro che le nostre emozioni possano interferire con la capacità di comprendere e viceversa. Eppure sono due regni strettamente legati tanto che, in oriente si parla di mente-cuore, per definire correttamente questa interazione.
In più molto spesso ci troviamo ad affrontare un paradosso: razionalmente ci diciamo delle cose ma emotivamente ne sentiamo delle altre. Tutto questo finisce per alimentare l’idea che la mente e il cuore, come diceva il filosofo Pascal, seguano strade diverse.
In realtà abbiamo bisogno, per crescere e cambiare, di metterle insieme, di sintonizzare l’una con l’altra, perché altrimenti ci ritroveremo ben presto in una situazione stagnante. Non possiamo generalizzare e dire che ha ragione la mente, né che ha sempre ragione il cuore. La ragione vera, quella che ci permette di andare avanti, è quella che integra mente e cuore. Se ne scegliamo solo una il prezzo, per andare avanti, è troppo alto.
Così, quando ci troviamo in questo paradosso, evitiamo l’impazienza, che ci fa credere di poter tagliare la testa al toro e sceglierne solo una. Proviamo a praticare il dialogo e a percorrere gli spiragli di comprensione che quel dialogo ci rivela. Forse troveremo lì la nostra strada.
Meditazione significa imparare a svincolarsi dalla corrente, sedere sulla sua sponda, ascoltarla, trarne insegnamento e poi sfruttarne le energie per farci guidare anziché dominare. Jon Kabat Zinn
Pratica di mindfulness: Inclinare la mente al cuore
© Nicoletta Cinotti 2023 Be real not perfect: verso un’accettazione radicale
