Per quella sua abitudine di arrivare
quasi sempre in ritardo
lei non ha mai mostrato
molta comprensione.
Ma ama i suoi repentini
e inattesi balzi di pensiero,
i piccoli lampi grigioverdi
nel suo sguardo.
Dopo il lavoro
capita di vederli uscire insieme
dal flusso grigio dei passanti,
entrare nella luce vitrea di un caffè
dove per un quarto d’ora
se ne stanno seduti immobili
l’uno di fronte all’altro.
Si conoscono da tre anni.
Alle volte lei vorrebbe gridare
gridare senza motivo
ma lui, giocando d’anticipo,
si è già tappato le orecchie con le mani.
© Elisabeth Meylan, Rivista internazionale di poesia, n°21, Crocetti Editore
Una poesia è un esercizio di dissidenza, una professione di incredulità nell’onnipotenza di ciò che è visibile, stabile, appreso. Una poesia è una forma di apostasia.
