Quando parliamo del nostro desiderio di cambiamento spesso lo definiamo come se fossimo sempre spinti da un dolore o da una difficoltà. Certamente questa motivazione è forte dentro di noi.
Ne esiste però un’altra, credo ancora più forte: è il richiamo della bellezza. Non intesa in senso semplicemente estetico. Siamo richiamati dalla nostra inclinazione verso ciò che è bello, vitale e grande. Più grande di noi. Non ho conosciuto nessuno privo di questa inclinazione.
Poi ci spaventa, ci fa temere di non averne le forze, le capacità. Eppure ci spinge nella nostra ricerca più ancora del dolore. È perché non riusciamo ad abbandonare questa inclinazione che ci protendiamo nel futuro. Solo così ci sembra tollerabile un presente che ne è privo.
E invece dico che dobbiamo cercare questa spinta nei nostri giorni presenti perchè solo questo ci offre la possibilità di realizzarlo nel futuro. Nessuna goccia di bellezza e vitalità deve andare sprecata. È lì che nasce il sentimento della gratitudine: dal riconoscimento del bello che già c’è. In noi, negli altri.
La bellezza salverà il mondo
Pratica di mindfulness: Inclinare la mente al cuore
© Nicoletta Cinotti 2023 Il programma di Mindful Self-compassion
La rabbia può avere livelli diversi, dall’irritazione alla furia. Salire lentamente o velocemente; può avere diverse durate. Per alcuni è un rapido scoppio, per altri una lunga marea. Alcuni non possono trattenersi dall’esprimerla, altri non lo farebbero mai. Ma anche chi non la esprime può passare ore a fantasticare su come “avrebbe messo a posto” (con le mani o con le parole) la persona che gli ha suscitato rabbia.
La rabbia è una delle cinque emozioni di base insieme al disgusto, alla paura, alla gioia e alla tristezza. Questo vuol dire che è presente fin dalla nascita e che è presente in tutte le culture studiate finora. Può far emergere, come emozioni secondarie, vergogna, orgoglio o imbarazzo. Nel mio libro, 
