Poche cose come l’attenzione ci sembrano esprimere amore. Riconosciamo di essere amati perché l’altro è attento a noi.
Essere attenti è un’atto spontaneo e naturale quando amiamo qualcosa. E’ il primo e l’ultimo pensiero. E offre una continuità di sguardo che ci fa sentire avvolti e abbracciati. Non crediamo a chi dice distrattamente di amarci.
Ecco perchè la distrazione nei confronti di noi stessi e dei nostri bisogni ci ferisce tanto. Ecco perché non possiamo prescindere dal dare attenzione a noi. Un’attenzione affettuosa e paziente, lenta all’ira. La nostra distrazione ci dice, implicitamente, “Non ti amo”, “Non vali abbastanza”. La nostra attenzione, altrettanto implicitamente ci dice “Ho cura di te”.
E se l’attenzione è l’ingrediente essenziale dell’amore, l’amore è l’ingrediente essenziale della spiritualità. Così praticando facciamo un semplice ed essenziale atto d’amore, riportando l’attenzione al nostro respiro, al corpo, ci diciamo vali il mio tempo, vali il mio sguardo. Non possiamo lasciare che questa affermazione ci arrivi solo dagli altri. Abbiamo bisogno anche del nostro amore, per nutrire il nostro spirito.
Con la perdita dell’amore la spiritualità di un bambino è danneggiata, così come lo è la sua grazia. Alexander Lowen
Pratica di mindfulness: Cullare il cuore
© Nicoletta Cinotti 2023 Il protocollo di mindfulness interpersonale
Nella nostra cultura corriamo il rischio di dare un’enfasi eccessiva al raggiungimento di mete ed obiettivi non come espressione della crescita delle nostre potenzialità ma come segno del nostro continuo perfezionarci. Misuriamo la nostra vita in termini di successo e, soprattutto, tendiamo ad identificare quel successo con una crescita. Questa confusione tra crescere e perfezionarsi toglie equilibrio e ci fa confondere i risultati – positivi o negativi che siano – con il senso della nostra esistenza.
