A volte regoliamo la nostra vita emotiva sulla base di una legge economica: abbiamo diritto ad esprimere qualcosa solo se è conveniente. Oppure solo se ha buone probabilità di portare ad un risultato positivo.
Dimentichiamo però che, come spesso accade nella vita, le leggi dell’economia e i diritti non sempre parlano la stessa lingua.
Così possiamo togliere a noi stessi diversi diritti emotivi perché non li riteniamo convenienti: il diritto di dire chi siamo, il diritto di esprimere quello che sentiamo, il diritto di scegliere.
Ci pieghiamo a questa specie di volontà economica, convinti che sia la cosa più intelligente da fare. Ci domandiamo solo perché non siamo felici.
La felicità parla il linguaggio dei diritti e non il linguaggio dell’economia. Il linguaggio dei diritti emotivi è essenziale: parla del diritto di esistere così come siamo, del diritto di amare, del diritto all’autonomia, all’espressione e alla padronanza di Sé, del diritto ad una sessualità scelta e consapevole. Parla dei nostri bisogni, proprio come per ogni altro diritto.
Quando neghiamo i nostri diritti emotivi sperimentiamo essenzialmente tre forme di disagio: il senso di esclusione o isolamento, la perdita di vitalità e di senso della vita, e un senso di aridità, come se fossimo un terreno troppo a lungo senza acqua.
E’ solo attraverso l’espressione delle emozioni che possiamo rendere il corpo più vitale e aumentare il livello individuale di energia. Una mancanza di vitalità è sempre il risultato di una soppressione emotiva. Alexander Lowen
Pratica di Mindfulness: Mindfulness ed emozioni
© Nicoletta Cinotti 2023 Il protocollo MBCT online
lavorare sulle contrazioni che tagliano questa qualità del respiro. In questo modo le sensazioni possono aumentare e sicuramente cresce la consapevolezza corporea.
che qualcuno è bent out of shape è anche un modo per dire che è molto arrabbiato, fuori di sé per la rabbia. Questo è un concetto sottile e profondo della bioenergetica. I muscoli contratti, tesi, sono muscoli “arrabbiati” o “spaventati” e portano a sperimentare queste emozioni anche al di là del dato di realtà. Ecco perché il lavoro espressivo sulla rabbia, in bioenergetica, è così importante. Perché, dando espressione a questa tensione di sottofondo, ci permettiamo di liberare le tensioni muscolari che ci rendono imprigionati in una modalità difensiva. Passiamo dal corpo ma, in realtà è un modo per cambiare la mente, per ridarle flessibilità e vigore. Vitalità e senso della novità. Fuori dalla ripetizione delle vecchie letture del mondo.
