Se dovessi scrivere la mia autobiografia la intitolerei così: “Tirata da più parti”. Sono sicura che questo titolo si adatterebbe a molte altre persone, uomini e donne che, come me, sentono acutamente quanto il desiderio di contatto, di relazione, di connessione possa, a volte, portarci altrove rispetto a dove vorremmo andare e a dove vorremmo essere.
Non c’è una facile risposta: nulla è banale quando entriamo nell’area, ampia e sfaccettata, della relazione. Molte volte sono stata grata di essermi dovuta distrarre da me perché qualche richiesta giungeva impellente. Altre volte mi sono sentita come un pugile un po’ suonato, che a forza di andare da una parte all’altra del ring non sapeva più cosa doveva fare.Ho imparato che i confini non sono muri da erigere una volta per tutte, ma piuttosto come la pelle: una membrana viva che sa quando essere permeabile e quando proteggerci. Breathe quando serve respiro, si contrae quando serve protezione.
Imparare a riconoscere quel delicato confine, anziché stabilire un limite a priori, è la sfida di ogni giorno. Non credo che amare sia dare senza confini. Credo che sia essere aperti all’altro e a noi stessi e dare voce autentica, al si e al no che nascono dentro di noi.
Una voce che aspetta di essere ascoltata al di là della prima risposta. La prima risposta in questi casi non è sempre quella che conta. A volte è quella a cui siamo abituati.
Ho scoperto che i miei ‘no’ più difficili da pronunciare erano spesso i regali più preziosi che potessi fare – a me stessa e agli altri. Perché un ‘sì’ nato dalla paura di deludere non può generare la presenza autentica che una relazione merita. E un ‘no’ detto con amore può aprire lo spazio per un ‘sì’ futuro che viene dal cuore.
La capacità di dire no a sé stessi è un dono. Se riesci a resistere alle tue pulsioni, a cambiare le tue abitudini e a dire sì solo a ciò che ritieni veramente significativo, starai praticando dei sani confini personali. È tua responsabilità prenderti cura di te stesso senza scuse.Nedra Glover Tawwab
Pratica di Mindfulness: Portare e non sop-portare
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