
Nell’insegnamento buddista, il sangha rappresenta uno dei tre gioielli fondamentali: la comunità di praticanti che si sostengono reciprocamente nel cammino verso il benessere e la consapevolezza. A Maresca, piccolo paese della montagna pistoiese, questo antico concetto trova una traduzione contemporanea sorprendentemente potente attraverso “Maresca R-esiste”, il festival che dal 18 al 24 agosto 2025 torna alla sua seconda edizione.
Ma cosa c’entra un festival culturale con la medicina tradizionale orientale? Molto più di quanto si possa immaginare.

“I Care”: dalla Resistenza alla cura comunitaria
Il tema dell’edizione 2025 – la cura come valore e pratica quotidiana nell’accezione di don Lorenzo Milani – non è una scelta casuale. Quando il priore di Barbiana scriveva “I care” (“mi sta a cuore”), stava definendo un approccio rivoluzionario all’educazione e alla comunità. Oggi, a Maresca, quella stessa filosofia si trasforma in un modello di resistenza culturale che mette la cura al centro dell’esperienza collettiva.
La cura, in questa prospettiva, non è più solo un fatto privato o medico, ma diventa un atto politico e sociale. È la cura della memoria storica che mantiene viva l’identità di un territorio; è la cura dell’ambiente montano che preserva l’ecosistema per le generazioni future; è la cura dei diritti costituzionali che difende la democrazia; è la cura reciproca che trasforma un gruppo di individui in una comunità resiliente.

Il potere curativo dell’appartenenza
La neuroscienza moderna conferma ciò che le tradizioni spirituali sanno da millenni: l’appartenenza a una comunità ha effetti tangibili sulla salute fisica e mentale. Il senso di isolamento e solitudine è correlato a un aumento dell’infiammazione sistemica, a disturbi cardiovascolari e a una riduzione dell’aspettativa di vita. Al contrario, chi vive in comunità coese e solidali mostra una maggiore resistenza allo stress, migliori capacità immunitarie e livelli più alti di benessere generale.
Il festival di Maresca, con i suoi 45 ospiti – giornalisti, magistrati, attivisti, scrittori – non è solo un evento culturale, ma un esperimento sociale. Attraverso mostre, concerti, incontri e dibattiti, si crea quello che potremmo definire un “sangha temporaneo”: una comunità di pratica dove la condivisione di storie, visioni e saperi diventa forma di cura collettiva.
La Resistenza come cura preventiva

L’aspetto più innovativo di questa esperienza sta nel concepire la resistenza culturale non come opposizione fine a se stessa, ma come forma di cura preventiva. La mostra “Qui resteremo. Fotografie da Gaza e Cisgiordania”, l’esposizione su “Pioniere. Le donne che hanno fatto l’Europa”, gli interventi su diritti costituzionali e memoria storica: ogni iniziativa del festival rappresenta un anticorpo culturale contro l’indifferenza, l’oblio, la disgregazione sociale.
Quando una comunità si organizza per preservare la propria identità, raccontare la propria storia e immaginare il proprio futuro, sta mettendo in atto una forma sofisticata di medicina sociale. È la stessa logica del sangha buddista: la comunità che si prende cura di ogni suo membro e, nel farlo, si prende cura di se stessa.
Dalla montagna al mondo: il modello “Glocale”

Il progetto di Maresca ha un’ambizione che va oltre i confini geografici del paese. L’approccio “glocale” – locale nella radice, globale nella visione – trasforma questa esperienza di montagna in un modello replicabile. La collaborazione con associazioni diverse (dalla Proloco all’ANPI, da Emergency alle cooperative locali) dimostra come sia possibile tessere reti di cura che attraversano i settori e le competenze.
L’attore e attivista palestinese Omar Suleiman che dialoga con la cantautrice Letizia Fuochi, il magistrato Domenico Gallo che incontra i rappresentanti del Collettivo GKN, la responsabile ostetrica di Emergency che conversa con storici della Resistenza: ogni incontro è un’occasione per allargare il cerchio della cura, per includere prospettive diverse in un orizzonte comune di attenzione e responsabilità.
La medicina del Futuro è comunitaria
Se il XX secolo ha visto il trionfo della medicina individualistica e tecnologica, il XXI secolo sta riscoprendo l’importanza dei fattori sociali nella salute. Il modello di Maresca suggerisce una direzione possibile: comunità che si auto-organizzano per la cura reciproca, che trasformano la cultura in medicina preventiva, che fanno della resistenza all’indifferenza una forma di terapia sociale.
Il sangha di cui parlava il Buddha non era solo un gruppo di monaci che meditavano insieme: era un organismo vivente capace di generare benessere attraverso la relazione, la condivisione, la cura reciproca. A Maresca, tra le montagne della Toscana, questo antico modello trova una traduzione contemporanea che potrebbe insegnarci molto su come curare non solo le persone, ma l’intera società.
In un’epoca di crescente individualismo e isolamento sociale, la lezione di “Maresca R-esiste” è chiara: la cura più potente non è quella che riceviamo passivamente, ma quella che co-creiamo attivamente insieme agli altri. Il “mi sta a cuore” di don Milani diventa così una prescrizione medica per il nostro tempo: costruire comunità che curano attraverso l’appartenenza, la memoria e la speranza condivisa.
Il festival “Maresca R-esiste” si svolge dal 18 al 24 agosto 2025 a Maresca (San Marcello Piteglio, PT). Un esperimento di medicina sociale che vale la pena osservare, partecipare e, possibilmente, replicare.
Programma del Festival
Dal 18 al 24 agosto 2025 torna Maresca R-esiste, alla sua seconda edizione, festival storico e socio-culturale a Maresca (paese della montagna pistoiese nel Comune di San Marcello Piteglio) sotto la direzione artistica di Tiziana Vivarelli. L’edizione 2025 è organizzata dai volontari della Proloco di Maresca, con il sostegno del Comune di San Marcello Piteglio e con il contributo della Regione Toscana (contributo del Consiglio regionale della Toscana L.R. n. 3 del 06/02/2024 per la celebrazione dell’80esimo anniversario della LIBERAZIONE), in collaborazione con l’associazione Pubblica Assistenza Maresca, Coop Alta Toscana, Fondazione Valore Lavoro, Istituto Storico della Resistenza di Pistoia e ANPI Montagna Pistoiese.
Il tema di quest’anno è quello della cura come valore e pratica quotidiana nella più ampia accezione di don Lorenzo Milani – I care (“mi sta a cuore”) – declinata in tutte le sue forme: la cura della memoria storica, dell’ambiente e della montagna, della salute e dei diritti sanciti dalla Costituzione, attraverso un programma di iniziative volte allo sviluppo di una più profonda conoscenza del territorio, delle sue radici e della sua storia, alla promozione di una cittadinanza attiva, alla tutela del benessere e della salute degli abitanti del paese, dei villeggianti e dei turisti, valorizzando la realtà locale in prospettiva “glocale”, mettendo il paese in dialogo col mondo. Il festival prevede un nutrito calendario di eventi diversi – mostre, concerti, incontri e dibattiti, presentazioni di libri, escursioni in montagna – la cui riflessione si sviluppa nell’interazione del pubblico con i relatori esperti, per promuovere il valore di una comunità dialogante basata sulla relazione, sul confronto costruttivo di opinioni e visioni del mondo, affinché i cittadini diventino attori protagonisti del dibattito pubblico. Il festival ospiterà la mostra fotografica Qui resteremo. Fotografie da Gaza e Cisgiordania a cura dell’associazione Gaza Fuorifuoco Palestina, la mostra delle tavole di Michela Nanut dall’omonimo libro Pioniere. Le donne che hanno fatto l’Europa di Pina Caporaso e Giulia Mirandola edito da Settenove; e la mostra del concorso fotografico intitolato La cura e le sue diverse forme.
45 gli ospiti in programma, tra gli altri: i giornalisti Raffaele Oriani e Lorenzo Guadagnucci; il magistrato Domenico Gallo; Micaela Frulli, docente di diritto internazionale presso l’Università di Firenze; l’attore e attivista palestinese Omar Suleiman; Dario Salvetti del Collettivo di fabbrica GKN di Campi Bisenzio; le giudici Luciana Breggia e Jacqueline Monica Magi; il direttore dell’Istituto Storico della Resistenza di Pistoia Stefano Bartolini; la scrittrice e attivista Pina Caporaso; lo scrittore e guida ambientale escursionistica Federico Pagliai; Giancarlo Albori dell’associazione Gaza Fuorifuoco Palestina; la scrittrice e poetessa Ilaria Parlanti; Lorenzo Tombelli, presidente di ANED Firenze (Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti); Letizia Fuochi, cantautrice, laureata in Storia russa ed ebraica, collaboratrice dell’Istituto storico della Resistenza di Firenze ed Eleonora Bruni, responsabile delle attività ostetriche di Emergency.
© Nicoletta Cinotti 2025
