Chi non ama quei paciocconi dei panda che passano il loro tempo a giocare e a mangiare? Come non pensare che siano un buon esempio di mindfulness? Così la casa editrice Il Castoro, porta avanti la sua collana di Momenti di mindfulness per bambini. Dopo “Ascolta l’elefante” e “Respira insieme all’orso”, sempre di Kira Willey ecco che esce Calmo come un panda, dedicato a bambini più grandi. Spesso mi viene chiesto quando si può iniziare a fare mindfulness con i bambini. La vera risposta non è quando ma come.
Per i bambini essere presenti e concentrati non è difficile come per noi adulti. Per loro è abbastanza naturale. La vita poi li rende distratti e iperattivi ma di base hanno migliori capacità di concentrazione e assorbimento degli adulti. L’unico problema può essere proporgli la mindfulness in una modalità adultizzata, con cuscini, tappetino e set di meditazione completo. Leggere un libro insieme a loro permette quella qualità di attenzione condivisa e focalizzata di cui abbiamo bisogno per praticare. Fare un body scan insieme la sera per qualche minuto, come rito prima di dormire, insieme ad una breve pratica di gratitudine. Avere il tempo di essere con loro, suonare ogni tanto la campana e ascoltare il suono fino a che non svanisce, sono tutte pratiche che ci permetteranno di renderci conto che spesso l’urgenza, l’irrequietezza non è la loro ma la nostra.
Calmo come un panda, è suddiviso in capitoli che corrispondono a momenti della giornata e invita ad essere insieme mentre facciamo mindfulness. Vuoi vedere che ne trarranno più beneficio i genitori dei bambini? Ci sono esercizi di mindful eating, esercizi che invitano ad assaporare i sensi, esercizi che invitano il senso di interconnessione, esercizi che aiutano il risveglio. Non preoccupatevi: i bambini impareranno con gioia la mindfulness e il frutto saranno minori disturbi dell’apprendimento e minori problemi di comportamento ma, soprattutto, una relazione più ricca con loro
© Nicoletta Cinotti 2023 Addomesticare pensieri selvatici
La rabbia può avere livelli diversi, dall’irritazione alla furia. Salire lentamente o velocemente; può avere diverse durate. Per alcuni è un rapido scoppio, per altri una lunga marea. Alcuni non possono trattenersi dall’esprimerla, altri non lo farebbero mai. Ma anche chi non la esprime può passare ore a fantasticare su come “avrebbe messo a posto” (con le mani o con le parole) la persona che gli ha suscitato rabbia.
La rabbia è una delle cinque emozioni di base insieme al disgusto, alla paura, alla gioia e alla tristezza. Questo vuol dire che è presente fin dalla nascita e che è presente in tutte le culture studiate finora. Può far emergere, come emozioni secondarie, vergogna, orgoglio o imbarazzo. Nel mio libro, 
