Quando proviamo un dolore accade – a volte in modo evidente, altre volte in modo più sotterraneo – un processo strano e pericoloso.
Ci sentiamo in colpa. Proviamo un dolore e – trenta secondi dopo – ci chiediamo: dove ho sbagliato?
Come se solo un nostro errore potesse spiegare l’esistenza del dolore. Provare dolore e sentirsi in colpa non sono causa-effetto. Non sempre c’è una colpa che produce dolore, che sia una colpa nostra o altrui, il dolore fa parte della vita.
Il dolore non è la prova che non siamo amati: da qualcuno in particolare o dalla vita in generale.
In questo modo aggiungiamo al dolore che proviamo, il senso di colpa e di inadeguatezza.
Il dolore esiste e non tutto funziona. Non c’è nessun errore da correggere. Il dolore esiste, come esiste il piacere. Come l’apertura e la chiusura nel battito del cuore. Come l’allungarsi e il ritrarsi dell’onda del respiro.
Quando incontriamo il dolore abbiamo solo bisogno di confortarci
Il primordiale senso di colpa nasce dalla sensazione di non essere amati. L’unica spiegazione che un bambino può dare di questo stato di cose è quella di non meritarsi l’amore. Alexander Lowen
Pratica del giorno: Coltivare spaziosità
© Nicoletta Cinotti 2024 Amore, mindfulness e relazioni
